dal prediletto di Elisabetta alla vergogna Windsor

Per anni è stato “il figlio prediletto” della scomparsa regina Elisabetta II, vacuo, arrogante e belloccio, protetto da lei contro tutto e tutti. Lo scandalo Epstein è diventato però la sua nemesi: il marchio d’infamia destinato a bollare definitivamente l’ex principe Andrea come una vergogna di casa Windsor, il primo reale britannico d’alto lignaggio a finire in arresto dopo quasi 4 secoli (e proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno) per presunti reati gravi.

Un epilogo clamoroso, di portata storica, a dispetto del sordido scenario della vicenda che lo ha condotto nella polvere e minaccia lo stesso futuro dell’istituzione monarchica d’oltre Manica.

Sullo sfondo della parabola nera di un uomo nato principe in ragione del sangue, e tuttavia principe cadetto: mai in grado di darsi un vero scopo nella vita al di là della rivendicazione di onori, agi, soldi, lussi o pennacchi vari.

Terzogenito di Elisabetta e Filippo – dopo il futuro re Carlo III e Anna, e prima del più giovane Edoardo – Andrea vede la luce a Buckingham Palace il 19 febbraio 1960. Frequenta le scuole superiori nel collegio di Gordonstoun, in Scozia, alma mater del padre.

Non viene invece iscritto all’università, per essere destinato ai corsi di un’accademia navale della Marina. Parallelamente inizia a costruirsi l’immagine di principe playboy.

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