In una testimonianza preparata per un’audizione alla Commissione per le Relazioni estere del Senato, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avvisato che la presidente ad interim del Venezuela subirà la stessa sorte del suo predecessore deposto Nicolás Maduro, se non si conformerà ai desideri degli Stati Uniti.
Delcy Rodríguez, che era vicepresidente e ora guida il Paese provvisoriamente, «è ben consapevole della sorte di Maduro», afferma Rubio. «Riteniamo – prosegue – che il suo interesse personale sia allineato al progresso dei nostri obiettivi chiave, ma non c’è dubbio che siamo preparati a usare la forza per garantire la massima cooperazione se altri metodi falliscono».
L’oppositrice Solórzano riappare a Caracas dopo 17 mesi
Intanto, dopo 17 mesi di clandestinità forzata, Delsa Solórzano, presidente di Encuentro Ciudadano, è riapparsa pubblicamente a Caracas. L’oppositrice ha spiegato di essersi rifugiata non per aver commesso reati, ma perché «lottare per la libertà in Venezuela è diventato un rischio altissimo per la vita».
Nel suo intervento, Solórzano ha attaccato le recenti cifre sulle scarcerazioni diffuse dal governo, definendole «propaganda vergognosa». Secondo la politica, il semplice fatto che si parli di centinaia di rilasci è l’ammissione implicita dell’esistenza di prigionieri di coscienza. Inoltre, ha sottolineato che uscire dal carcere non significa ottenere la libertà piena, poiché molti restano soggetti a misure restrittive. Solórzano ha ricordato che, anche accettando i dati ufficiali, nel Paese resterebbero ancora circa 900 prigionieri politici.
«Ogni prigioniero merita che il suo nome sia onorato», ha dichiarato, chiedendo la fine immediata della persecuzione e ricordando il suo passato familiare come figlia di un detenuto politico.
