Le ricerche continuano. La Procura di Lione non ha ancora individuato le sei persone che, mascherate, hanno linciato giovedì Quentin Deranque, 23 anni, morto poi sabato per le ferite subite. L’incidente ha subito assunto un carattere politico: Deranque era un fondamentalista cristiano e l’assalto è avvenuto mentre manifestava contro l’eurodeputata Rima Hassan, in visita all’Institut d’Etudes Politiques a Lione, il capoluogo francese dove si confrontano, con iniziative a volte violente, movimenti di ultrasinistra e ultradestra.
Il procuratore della città francese, Thierry Dran, non ha voluto esplicitamente legare l’assalto alla sinistra estrema, ma il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin e il ministro degli Interni Laurent Nunes non hanno avuto remore. Deranque era nel servizio d’ordine del collettivo femminista Némésis: sette manifestanti del gruppo a difesa «delle donne occidentali» stavano contestando la presenza in un dibattito della politica e giurista della France Insoumise, nata in territorio palestinese e naturalizzata francese, nota per considerare Hamas «legittima dal punto di vista del diritto internazionale» che agisce in base a un «diritto a resistere contro l’occupazione straniera»: per queste frasi alcuni esponenti politici francesi hanno chiesto che le sia ritirata la nazionalità francese (possibile in caso di indegnità e slealtà).
Il sospettato
C’è in ogni caso un sospettato, indicato dalle manifestanti di Némésis: è Jacques-Elie Favrot, l’assistente parlamentare di Raphäel Arnault al quale è stato sospeso in via preventiva l’accesso all’Assemblée nationale. Le indagini si stanno concentrando sul gruppuscolo di sinistra La Jeune Garde, creato nel 2018 e dissolto nel 2025. È stato fondato proprio da Arnault, deputato della France Insoumise, già condannato a quattro mesi con la condizionale per «violenza volontaria in concorso», dopo l’assalto di un 18enne a Lione. Qualche mese fa, avrebbe inoltre minacciato una militante di Némésis, Alice Cordier, di «spararle un colpo in testa». La France Insoumise ha però negato ogni legame con La Jeune Garde.
Deranque studiava scienza dei dati, frequentava la chiesa tradizionalista Saint-Georges, dove la messa viene celebrata in latino, ed era appassionato di teologia e filosofia. Era legato, sembra, alla corrente nazionalista-rivoluzionaria della destra lionese, e frequentava Academia Christiana, che nel 20023 Darmarin, allora ministro dell’Interno, voleva sciogliere.
Inevitabile dunque la polemica politica tra l’estrema sinistra e l’estrema destra. Il Rassemblement national nega che si sia trattato di un incidente, mentre Marion Maréchal, nipote “dissidente” di Marine Le Pen, ha chiesto se la presenza della Jeune Garde al meeting fosse voluta, magari come servizio d’ordine, e se avesse avuto consegne precise. La France Insoumise, attraverso Mathilde Panot, ha negato che ci sia stato un coinvolgimento della Jeune Garde, ormai sciolta, e che i responsabili debbano essere «puniti e condannati».
