(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Frenata per i titoli del settore oil a Piazza Affari, dopo il super rally di marzo e con un andamento che riflette di fatto quello del prezzo del petrolio, mentre aumentano le speranze per la fine rapida della guerra in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che lo Stretto probabilmente verrebbe riaperto con il ritiro degli Stati Uniti e che eventuali criticità riguarderebbero soprattutto Europa e Paesi del Golfo, data la limitata dipendenza Usa dal petrolio della regione. Nel frattempo, secondo il Wall Street Journal, gli Emirati starebbero lavorando alla formazione di una coalizione per garantire la riapertura dello Stretto anche attraverso l’uso della forza. «Sebbene i segnali di una disponibilità a negoziare siano positivi, restano ostacoli prima di una reale fine del conflitto», dicono gli analisti di Ubs. La ripresa dei flussi energetici «potrebbe richiedere ancora più tempo e osserviamo che una conclusione improvvisa del conflitto, lasciando incerto lo status dello Stretto di Hormuz, potrebbe anche mantenere i prezzi dell’energia più elevati più a lungo», aggiungono.
A Milano ripiega quindi Eni , dopo il +29% registrato da inizio guerra, +26% nel mese di marzo e +51% dall’inizio dell’anno. Perde terreno anche Tenaris dopo il +10% dell’ultimo mese e il +52% da inizio anno così come Saipem , +60% da inizio anno e +9% nell’ultimo mese. I prezzi del greggio oggi sono in netto calo con il Brent e il Wti che sono scesi entrambi sotto quota 100 dollari al barile per poi risalire. Alla vigilia, tra l’altro, c’è stato il rollover dei contratti futures sulla scadenza successiva.
