Un giudice federale ha ordinato all’Amministrazione Trump di sospendere la costruzione della nuova Ballroom da 400 milioni di dollari, per la quale era stata demolita l’Ala Est della Casa Bianca. Il giudice Richard Leon, operante a Washington, ha accolto la richiesta di un gruppo per la tutela del patrimonio storico, concedendo un’ingiunzione preliminare che blocca temporaneamente il progetto del nuovo salone delle feste voluto dal presidente Trump. «Nessuna legge conferisce, nemmeno lontanamente, al presidente l’autorità che egli sostiene di possedere», ha scritto il giudice, che fu nominato dal presidente repubblicano George W. Bush. «Il presidente degli Stati Uniti è il custode della Casa Bianca per le future generazioni di “First Families”. Non ne è, tuttavia, il proprietario!», ha scritto ancora il giudice.
Il National Trust for Historic Preservation aveva intentato causa per ottenere un provvedimento che sospendesse il progetto della Ballroom, finché questo non fosse stato sottoposto a diverse revisioni indipendenti e non avesse ottenuto l’approvazione del Congresso. Trump ha proceduto con il progetto prima ancora di richiedere il parere di due organismi federali di controllo: la National Capital Planning Commission e la Commission of Fine Arts, nei quali aveva insediato persone a lui fedeli.
Il presidente ha reagito con rabbia al blocco della costruzione del suo immenso salone delle feste alla Casa Bianca accusando il National Trust for Historic Preservation, che gli ha fatto causa, di essere «un gruppo di estremisti di sinistra composto da folli».
