General Motors mette la freccia e punta a consolidare un ruolo di primo operatore sul mercato Usa. Lo ha annunciato, secondo quanto riportato da Cnbc, l’amministratrice delegata e presidentessa, Mary Barra, a margine della presentazione dei risultati annuali e della guidance per l’anno nuovo. «Guardando al futuro, prevediamo che la nostra produzione annuale negli Stati Uniti raggiungerà la cifra record di 2 milioni di unità» ha detto, alludendo alla rivalità con Ford, che può contare a oggi all’incirca sulla stessa capacità produttiva di GM.
L’ultimo trimestre si è chiuso per General Motors con ricavi per 45,3 miliardi di dollari e con una perdita, anche a causa della svalutazione-monstre legata alla revisione della strategia sui motori elettrici. Per l’anno in corso, General Motors prevede che i profitti cresceranno fino a 2 miliardi di dollari e punta a restituire maggiore valore agli azionisti tramite un aumento dei dividendi e riacquisti di azioni proprie, spinta dalla domanda dei suoi veicoli a più alto margine. Secondo quanto dichiarato dalla società, l’Ebit per quest’anno oscillerà tra 13 e 15 miliardi di dollari, superando i 12,7 miliardi dello scorso anno. GM ha registrato un utile di 2,51 dollari per azione nell’ultimo trimestre, battendo le stime degli analisti. Il produttore di Detroit ha come detto autorizzato 6 miliardi di dollari per il riacquisto di azioni proprie e un aumento del dividendo trimestrale di 3 centesimi, portandolo a 18 centesimi per azione.
Le linee guida dell’azienda sottolineano come le vendite di modelli costosi e un contesto normativo favorevole stiano alimentando la crescita. Nonostante la previsione di una leggera contrazione del mercato automobilistico statunitense e l’impatto dei dazi sui componenti importati, la casa automobilistica prevede di generare profitti sufficienti per aumentare i pagamenti agli azionisti.
Nel frattempo, come riportato dal Financial Times citando fonti vicine alla vicenda, General Motors, insieme a Ford, è in trattativa con il fornitore di componenti auto First Brands Group, attualmente in bancarotta, per un potenziale pacchetto di finanziamenti volto a mantenere operativa l’azienda durante la procedura di Chapter 11.
