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Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha dichiarato che un compromesso con il presidente degli Stati uniti Donald Trump sulla Groenlandia è possibile solo nel caso in cui Washington voglia garantirne la sicurezza e non espandere il territorio americano. «Dipende da Trump. Se vuole allargare il territorio americano possiamo fare ben poco. Ma se intende garantire la Groenlandia dalle mire delle altre superpotenze abbiamo ampi spazi d’intervento», ha affermato.
Dal nostro corrispondente Beda Romano

BRUXELLES – Cresce tra i Ventisette la volontà di interventismo nell’affrontare l’aggressiva amministrazione Trump. L’annuncio del presidente americano di voler adottare dazi del 10% contro le merci provenienti dai paesi rei di voler difendere la sovranità danese sulla Groenlandia dalle mire americane ha provocato la viva reazione dei paesi membri. Per ora prevale la carta diplomatica, ma mai come oggi l’Unione europea sembra pronta a usare le maniere forti.
In un comunicato domenica 18 gennaio il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sottolineato che tra i Ventisette a proposito della Groenlandia c’è «unità sui principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale». Nel contempo, ha confermato che c’è la volontà da parte dei paesi membri di difendersi «da qualsiasi forma di coercizione». Il presidente Costa organizzerà un vertice straordinario entro la settimana, possibilmente giovedì 22 gennaio.
Di fronte alla minaccia di Donald Trump di imporre dazi per la Groenlandia, i leader europei stanno convergendo su una strategia del dialogo senza però escludere possibili ritorsioni. Lo riporta il New York Times, sottolineando che gli europei sperano ancora di poter risolvere la situazione verso il dialogo, anche se finora le discussioni si sono rivelate sostanzialmente inutili.