il ruolo chiave nelle elezioni danesi

«Sicuri in tempi incerti»: attorno a questo messaggio la premier danese Mette Frederiksen ha costruito la sua campagna in vista delle elezioni generali di oggi, puntando a tradurre in consenso interno la sua gestione delle tensioni con l’amministrazione Trump sulla Groenlandia.

La leader socialdemocratica, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio profilo internazionale con posizioni dure sulla guerra in Ucraina, il sabotaggio del Nord Stream e le pressioni statunitensi, ha scelto con attenzione il timing del voto, che doveva tenersi entro ottobre.

La premier danese in Groenlandia incontra il capo del governo locale

La crisi dei socialdemocratici

Solo pochi mesi fa il suo partito attraversava una fase difficile: dopo pesanti perdite alle elezioni locali, il consenso era sceso al 17% nei sondaggi di dicembre. La gestione della crisi con Washington sulla Groenlandia ha però innescato un recupero, riportando i Socialdemocratici sopra il 20%.

Malgrado le tensioni internazionali, la campagna elettorale si è però spostata su temi interni. Inflazione, disuguaglianze e aumento dei prezzi di energia, case e alimenti sono i temi che dominano il dibattito pubblico. Restano argomenti divisivi anche il divieto storico sul nucleare, le politiche migratorie restrittive e temi più specifici ma sentiti, come il benessere animale negli allevamenti intensivi.

Frederiksen in cerca del terzo mandato

Frederiksen, 48 anni, cerca un terzo mandato ma deve fare i conti con un elettorato critico, che le rimprovera di non aver contenuto a sufficienza il carovita. Negli ultimi giorni la premier ha aperto alla possibilità di interventi straordinari su energia e beni alimentari, soprattutto se il conflitto con l’Iran dovesse alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche.

Source link