(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Il timore di un’escalation della guerra in Iran affonda le Borse europee per la seconda seduta consecutiva. A questo si unisce l’incognita su quanto durerà il conflitto: prima il presidente Usa, Donald Trump, ha sottolineato la possibilità di combattere le guerre «per sempre» grazie alla disponibilità di armi statunitensi, poi ha dichiarato che l’Iran sta esaurendo gli armamenti essenziali e che sarebbe disponibile a dialogare con alcuni membri sopravvissuti del regime al potere nel Paese.
La complessità del quadro geopolitico affossa i listini, ma spinge ancora una volta al rialzo le quotazioni di petrolio e gas. Milano e Madrid registrano così le perdite maggiori del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che cede il 3,92% e “brucia” 35,5 miliardi, mentre l’Ibex mette a segno un calo del 4,55%. Seduta in rosso anche per il Cac di Parigi (-3,46%), il Dax di Francoforte (-3,44%), l’Aex di Amsterdam (-2,55%) e il Ftse 100 di Londra (-2,75%).
Wall Street chiude in rosso
A Wall Street il Dow Jones chiude a -0,83%, a 48.501,27 punti, l’S&P500 cede lo 0,99% a 6.813,63 punti, il Nasdaq perde l’1,02% a 22.516,69 punti, con i trader che iniziano a temere che il conflitto tra Stati Uniti e Iran possa protrarsi più a lungo del previsto. Il comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz, la via di transito più importante al mondo per il petrolio greggio, è chiuso e che l‘Iran darà fuoco alle navi che tenteranno di attraversarlo. Altri segnali di un aggravamento del conflitto si sono manifestati all’ingresso del quarto giorno: l’ambasciata statunitense a Riad, la capitale dell’Arabia Saudita, è stata colpita da droni, mentre l’Iran intensificava i suoi attacchi contro il paese. Crescono le preoccupazioni su quanto a lungo gli stati del Golfo, come gli Emirati Arabi Uniti, possano resistere al bombardamento di missili e droni iraniani con le loro difese aeree. Il presidente Donald Trump ha avvertito che il conflitto potrebbe continuare per più di quattro settimane.
A Milano listino in rosso, Lottomatica controcorrente con i conti
A Piazza Affari non riescono a salvarsi neanche i titoli della difesa, con Leonardo (-0,48%) in calo nonostante il rialzo dell’obiettivo di prezzo da parte degli analisti di Citi. Colpite dai ribassi anche i titoli petroliferi con Eni a -1,62% e Tenaris a -1,89%. Ma a subire le perdite peggiori è Saipem (-5,16%): sul titolo pesa la forte esposizione che il gruppo in Medio Oriente. Male anche il comparto assicurativo (Unipol -5,18%) in scia al tonfo di Zurich Insurance Group (-6,6% alla Borsa di Zurigo) dopo il maxi-aumento di capitale per dossier Beazley. Vendite sulle utility con Italgas (-6,3%) ed Hera (-5,7%) in coda insieme al lusso (Moncler -6,47% e Cucinelli -5,57%). In controtendenza Lottomatica (+3,32%), in rialzo dopo la pubblicazione dei conti del 2025. Si salva anche Recordati (+1,35%), in “rosso” il resto del listino.
Petrolio e gas ancora in volata
Ancora rialzi per i prezzi dell’energia con l’escalation in Medio Oriente che continua a profilare uno scenario di stop agli approvvigionamenti. Gli occhi del mercato puntati sullo stretto di Hormuz, attraverso cui transita tra il 20% e il 30% dell’offerta mondiale di petrolio e gas. Il Brent scambia a 83,6 dollari al barile (+7,6%), e il Wti a 76,8 dollari (+8%). Ancora rialzi da capogiro per il gas Ttf ad Amsterdam dopo lo stop alla produzione di Gnl qatarino, a seguito di danni provocati da droni iraniani a un impianto, e il timore di nuove interruzioni lungo le rotte strategiche: +20,4% a 53,6 euro al megawattora.
