Non solo i titoli della galassia immobiliare emiratina soffrono l’esplosione del conflitto tra Usa e Iran che sta incendiando il Medio Oriente. In questi anni, la frenesia immobiliare ha indotto gli sviluppatori del real estate a moltiplicare gli strumenti finanziari– dalle obbligazioni islamiche (i sukuk) al credito privato – necessari ad accaparrarsi i terreni con le location migliori e a mettere a terra i grandi progetti di sviluppo luxury. Se l’indice immobiliare del mercato finanziario di Dubai è crollato di oltre il 18% dal 27 febbraio, questo mese anche le obbligazioni delle società hanno prodotto le peggiori performance tra i mercati emergenti.
Secondo Bloomberg, soffrono i sukuk (le obbligazioni islamiche verdi) a cinque anni. Quelle emesse a settembre da Sobha Realty di Dubai, hanno visto un calo dell’8,5% questo mese. I quinquennali di Binghatti Holding Ltd, venduti a febbraio, e di Arada Developments LLC hanno perso rispettivamente il 7,8% e il 6 per cento. Le obbligazioni di Damac con scadenza ad aprile 2027 hanno retto molto meglio, perdendo solo 2,5 centesimi , mentre quelle a scadenza ad agosto 2029 hanno perso quasi 5 centesimi. La lunghezza del conflitto ma anche l’imprevedibilità di ulteriori rischi e della tenuta economica dell’area pesano sul medio termine, percepit0 come più rischioso.
Fitch ha inserito il merito di credito di lungo termine (BB-) di Binghatti Holding Ltd. e i suoi debiti senior non garantiti in Rating watch negative (Rwn). Azione che riflette l’aumento dei rischi geopolitici a Dubai e il timore che possano influire sulla domanda di alloggi e sulla liquidità, nonostante le solide prestazioni operative registrate fino a inizio 2026.
Del resto, nel 2025, l’emissione di obbligazioni immobiliari negli Emirati Arabi Uniti ha superato i 6 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2024, che era già stato un anno record. Altri 2,7 miliardi di dollari di debito sono stati emessi solo tra gennaio e febbraio.
L’ultima emissione, il 10 febbraio, proprio da Binghatti Holding Ltd , che ha collocato bond quinquennali del valore di 500 milioni di dollari Usa, in un’operazione che ha registrato una domanda superiore di oltre 4,4 volte all’offerta.
