In Minnesota oltre 60 ceo di aziende chiedono la fine delle tensioni per l’immigrazione

Oltre 60 Ceo di aziende con sede in Minnesota hanno firmato una lettera per chiedere una «de-escalation immediata delle tensioni», dopo che gli agenti federali dell’immigrazione (Ice) hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco un cittadino statunitense, Alex Pretti, a Minneapolis. I manager hanno invitato «i funzionari statali, locali e federali a collaborare per trovare soluzioni concrete». Le aziende hanno affermato che i recenti disordini in Minnesota hanno causato “diffusi disagi e tragiche perdite di vite umane”.

Tra i firmatari della lettera, pubblicata dalla Camera di Commercio del Minnesota, ci sono i ceo di 3M, Allianz Life Insurance Company, Allina, Ameriprise Financial, Anchor Paper, Andersen Corporation, APi Group, Best Buy, Blue Cross and Blue Shield of Minnesota, Boston Scientific, Cargill, Carlson, CentraCare Health, C.H. Robinson, CHS, Children’s Minnesota, Delta Dental of Minnesota, Deluxe Corporation, Donaldson Company, ECMC Group, Ecolab, Essentia Health, Fairview Health Services, Faribault Mill, Gardner Builders, General Mills, Gillette, Children’s Specialty Healthcare, Greater MSP, Hazelden Betty Ford Foundation, HealthPartners, Hormel, Kraus-Anderson Companies, Land O’Lakes, Liberty Diversified International, Marsden Holding, Mayo Clinic, Medica, Medtronic, Minnesota Business Partnership, Minnesota Chamber of Commerce, Minnesota Timberwolves and Lynx, Minnesota United FC, Minnesota Vikings, Minnesota Wild, Mortenson, New Horizon Academy, nVent, Patterson Companies, Pentair, Piper Sandler, Prime Therapeutics, Red Wing Shoes, Ryan Companies US, Inc., Securian Financial Group, Sleep Number, SPS Commerce, Target, Tennant Company, Thrivent, The Toro Company, UnitedHealth Group, U.S. Bancorp, Winnebago, Xcel Energy.

Prima di questa lettera, la maggior parte delle più grandi aziende con sede in Minnesota non aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche sulle crescenti misure di controllo e sui disordini.

Ma la questione è diventata più difficile da evitare. Nelle ultime due settimane, i manifestanti hanno preso di mira alcune aziende che, a loro avviso, non prendono una posizione sufficientemente decisa contro le attività delle forze dell’ordine federali, tra cui Target, con sede a Minneapolis.

Nel frattempo, lo stato del Minnesota e le Twin Cities hanno denunciato l’impatto economico devastante in una causa intentata questo mese, e hanno chiesto a un giudice federale di interrompere le operazioni di immigrazione. Secondo la causa, riporta Ap, alcune aziende hanno segnalato cali delle vendite fino all’80%.

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