In Ungheria Orban perde consensi, avanza il rivale Magyar

A meno di sette settimane dalle elezioni in Ungheria, nei sondaggi crolla il sostegno al primo ministro Viktor Orban, al governo dal 2010 con il suo partito sovranista Fidesz. A guadagnare sempre più consensi è invece Tisza, il partito di opposizione – ma sempre conservatore – di Peter Magyar, ex collaboratore tra i più stretti di Orban poi fuoriscito da Fidesz, in aperto contrasto col primo ministro.

Tisza è nato meno di due anni fa ma in breve tempo ha raccolto molti consenti tra gli scontenti dell’autoritarismo di Orban, tanto che negli ultimi sondaggi di Median il partito di Magyar è dato in vantaggio di 20 punti percentuali tra gli elettori decisi, rispetto ai 12 punti di metà gennaio. Tra coloro che affermano di aver già deciso per chi votare il prossimo il 12 aprile, Tisza è al 55% contro il 35% di Fidesz. Il divario, il più ampio finora rilevato dagli istituti indipendenti, metterebbe Tisza sulla strada per una maggioranza più che ampia al Parlamento ungherese.

Il sondaggio Median, tra gli istituti più affidabili del Paese, mostra che sugli elettori ungheresi la retorica anti-Ucraina di Orban ha sempre meno presa. L’attuale primo ministro ha incentrato la sua campagna elettorale contro l’avversario Magyar dipingendolo come un burattino dell’Ue e sostenendo che, in caso di vittoria di Tisza, i soldati ungheresi verrebbero inviati a morire a Kiev: «Se vogliamo entrare in guerra, allora votate Tisza» è lo slogan del suo ultimo video su Facebook. Finora la politica illiberale di Orban ha però solo portato la Ue a congelare circa 18 miliardi di euro di fondi destinati all’Ungheria.

Magyar, dal canto suo, promette di riportare l’Ungheria nel solco europeo e di diversificare gli approvvigionamenti energetici lontano dalla Russia. Al centro del suo programma c’è soprattutto la lotta alla corruzione, che secondo Tsiza avrebbe sottratto risorse finanziarie alla sanità e all’istruzione ungherese. Magyar accusa Orban di non aver fatto nulla per rilanciare la crescita economica del Paese e frenare l’inflazione, che sta rendendo il costo della vita insopportabile per una buona fascia della popolazione ungherese.

Il risultato del sondaggio di Median indica un vantaggio più ampio rispetto ad altri istituti indipendenti, alcuni dei quali hanno rilevato un margine a una sola cifra per Tisza. Gli istituti vicini al governo continuano invece a prevedere una vittoria di Fidesz. Secondo Hvg, il partito di Peter Magyar sembra avere maggiori possibilità di attrarre gli indecisi rispetto a quello di Orban. Oltre a Fidesz e Tisza, anche il partito di estrema destra Mi Hazank, considerato un potenziale alleato del partito di Orban, sarebbe in grado di superare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento.

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