Decreto di perquisizione e avviso di garanzia a Lovaglio
Nel pomeriggio del 27 novembre Banca Monte dei Paschi di Siena ha fatto sapere di aver ricevuto la notifica da parte della Procura della Repubblica di Milano di un decreto di perquisizione. In tale contesto, sottolinea il comunicato, è stato notificato un avviso di garanzia al Dr Luigi Lovaglio in qualità di Amministratore Delegato; le ipotesi di reato indicate nel documento fanno riferimento all’ostacolo alle funzioni di vigilanza ed alla manipolazione di mercato. «La Banca è confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato e manifesta piena fiducia nelle Autorità competenti, a cui conferma completa collaborazione», sottolinea il comunicato.
Dal collocamento del Mef all’Opas
L’accordo su cui si concentrano gli inquirenti ha come oggetto la partita della scalata a Mediobanca da parte dell’istituto senese. Secondo le indagini tale accordo sarebbe stato celato alla Consob, alla Banca centrale europea e all’Ivass. Non solo. Tale patto avrebbe comportato il coordinamento, oltre che degli acquisti nel 2024 di una quota di azioni Mps cedute a fine 2024 dal Ministero del Tesoro allora primo azionista della banca senese, anche degli acquisti di azioni di Mediobanca, fino a violare l’obbligo normativo di lanciare sull’istituto allora guidato da Alberto Nagel una Offerta pubblica di acquisto obbligatoria una volta raggiunta e superata congiuntamente la quota del 25% di Piazzetta Cuccia.
La Procura di Milano, così, dopo dieci mesi di indagini, stringe sul risiko bancario.
L’inchiesta è partita da una querela presentata a inizio 2025 da Mediobanca nei confronti di alcuni articoli di stampa, ritenuti diffamatori da Piazzetta Cuccia. Da qui il lavoro dei magistrati meneghini si è allargato in questi mesi – con il risiko bancario sullo sfondo – passando dalle modalità con le quali si era svolto l’ultimo collocamento accelerato di una parte del capitale di Rocca Salimbeni (procedura gestita a novembre 2024 da Akros per conto del Mef), fino alla stessa scalata su Piazzetta Cuccia, che si è chiusa a settembre scorso.
Tonfo in Borsa di Mps
Dopo la diffusione dell’inchiesta in corso, Mps ha registrato una flessione significativa in Borsa con il titolo che è arrivato a prerdere nel corso della seduta oltre il 5%, con un minimo a 8,123 euro. Male anche Mediobanca in calo di oltre il 3%.
