Leonardo svela nuovo piano: previsti 142 miliardi di ordini al 2030

Con la traiettoria nettamente puntata su ciybersicurezza, supercalcolo (Hpc) e intelligenza artificiale, che costituiscono – spiega il gruppo – la spina dorsale della rotta futura, Leonardo presenta l’aggiornamento del piano industriale al 2030 che prevede ordini cumulati per 142 miliardi (con un ritmo di crescita media annua da qui a fine piano del 6,1%) e ricavi cumulati per 126 miliardi (su questo fronte l’incremento medio annuo del 9%).

Il tutto nel segno di quella trasformazione, voluta dal ceo Roberto Cingolani fin dal suo arrivo al timone del gruppo, che ha portato l’azienda di Piazza Monte Grappa verso l’assetto di “one company” multinazionale in grado di intercettare, tracciare e neutralizzare tutte le nuove minacce, convenzionali e non. Anche grazie alla piattaforma multidominio, il Michelangelo Dome, che rappresenta la declinazione completa della capacità di valorizzare asset e competenze su tutti i domini (aria, terra, mare, spazio e cyber) e che potrà beneficiare di 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra 2026 e 2030.

Cingolani: possiamo contare su vantaggio competitivo che vantano in pochi

«Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione.Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity – spiega l’ad del gruppo Roberto Cingolani che illustrerà in mattinata il piano alla comunità finanziaria -. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale.

La crescita a livello globale dei budget della sicurezza

Tornado ai numeri presentati dall’ex Finmeccanica, il piano punta a sfruttare l’enorme spinta alle spese della difesa ulteriormente rafforzata da un quadro geopolitico estremamente perturbato anche per via del nuovo conflitto in Medio Oriente: le stime fornite dal gruppo parlano di un rialzo del budget della sicurezza globale da 0,4 trilioni di dollari l’anno del 2020 a oltre 1 trilione di dollari nel 2030 con un deciso incremento anche dell’impatto economico del cyber crime (da circa 1 trilione di dollari l’anno del 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030). Per questo Leonardo intende rafforzare il proprio posizionamento nella global security in modo da coprire con le proprie soluzioni tutta la catena del valore che presiede alla difesa dal moltiplicarsi delle minacce ibride e cyber.

Le stime del piano al 2030

Considerando quindi la spinta assicurata dal Michelangelo Dome e dalle nuove soluzioni multidominio dual use, Leonardo conta di centrare i 32 miliardi di ordini nel 2030 dai 25 miliardi raggiunti alla fine di quest’anno, 30 miliardi di euro di ricavi nel 2030 (21 miliardi nel 2026) con un Ebita di 3,59 miliardi (2,03 miliardi alla fine di quest’anno) e un free cash flow operativo raddoppiato a 2,06 miliardi (1,11 miliardi nel 2026).

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