La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha decimato la leadership della Repubblica Islamica, costringendo Teheran a un rinnovamento forzato di ruoli istituzionali molto importanti. Chi prende il posto di figure apicali in un momento di emergenza però, difficilmente è una colomba e più spesso ha le caratteristiche di un falco. È stato così per la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, molto vicina alle Guardie della Rivoluzione Islamica, e sembra anche il caso di Mohammad Bagher Zolghadr, che succede ad Ali Larijani dopo l’uccisione di quest’ultimo in un raid israeliano. Secondo i media iraniani, Zolghadr è dunque il nuovo segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, una delle istituzioni più potenti del Paese che definisce le strategie di difesa, nucleari e di politica estera.
La vita la famiglia
Nato nel 1954 a Fasa, nel sud del Paese, Zolghadr era a capo del quartier generale elettorale della fazione politica intransigente, il Fronte Popolare delle Forze Rivoluzionarie Islamiche. È una personalità di rilievo già da tempo all’interno del panorama politico e militare iraniano, con ruoli di primo piano nel settore della sicurezza. Zolghadr ha frequentato l’Università di Teheran, dove ha conseguito una laurea in Economia prima della Rivoluzione islamica del 1979. In gioventù, insieme a futuri membri delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato associato al gruppo Mansouroun, un’organizzazione militante islamista attiva all’epoca. In famiglia sono presenti altre figure che fanno parte del tessuto politico della Repubblica Islamica: sua moglie, Sedigheh Begum Hejazi, ha ricoperto la carica di direttrice generale dell’Ufficio per le donne e gli affari familiari dell’Iran; mentre suo genero, Kazem Gharibabadi, è un diplomatico che ha rappresentato l’Iran presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e altre organizzazioni internazionali.
La cariera istituzionale
All’inizio degli anni Ottanta Zolghadr entrò nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, nelle cui file ha ricoperto diversi incarichi. È stato viceministro per gli affari strategici, di sicurezza sociale e di prevenzione della criminalità nel sistema giudiziario di Teheran, nonché viceministro degli Interni sotto la guida del presidente Mahmud Ahmadinejad. Nel 2007 è stato anche nominato vice capo di Stato maggiore delle forze armate per gli affari relativi alla milizia Basij. Dal 2022, inoltre, ha ricoperto l’incarico di segretario del Consiglio di discernimento dell’interesse del sistema, un organo che media i rapporti tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani, composto da religiosi e giuristi con il compito di valutare la compatibilità delle leggi con la legge islamica.
L’orientamento politico
La sua nomina è avvenuta con decreto del presidente Masoud Pezeshkian e con l’avallo della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. Proprio come Khamenei, Zolghadr è molto vicino alla linea dura dei Pasdaran e porta con sè decenni di esperienza nelle istituzioni militari, di sicurezza e giudiziarie dell’Iran. Durante la sua lunga militanza ha già preso parte a un conflitto, la guerra con l’Iraq negli anni Ottanta, e oggi è chiamato a ricoprire un ruolo cruciale per la sicurezza di Teheran in un momento critico, con la Repubblica Islamica che smentisce negoziati con gli Stati Uniti e cerca di massimizzare i danni per gli avversari colpendo le infrastrutture energetiche della regione.
