Ocse, debito sale al livello record di 109mila miliardi di dollari

Non si arresta la crescita del debito pubblico e delle imprese che nel 2025 ha toccato 109mila miliardi di dollari a livello globale da 100 mila miliardi del 2024. Tuttavia, nonostante le tensioni geopolitiche e la guerra dei dazi, i mercati del debito si sono mostrati resilienti con una volatilità moderata e liquidità abbondante. «Questa stabilità superficiale, tuttavia, maschera sviluppi strutturali più profondi che potrebbero concretizzarsi all’improvviso aumentando i rischi se gli attuali macro-trend continuassero», spiega Carmine Di Noia, director for financial and enterprise affairs dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nel presentare l’ultimo Global Debt Report.

Scadenze brevi e rischio rifinanziamento

Mentre i costi di finanziamento continuano ad aumentare, soprattutto sulle scadenze più lunghe, per il calo strutturale della domanda e per le preoccupazioni per le traiettorie fiscali, «i governi e le aziende stanno rispondendo orientando le loro emissioni verso scadenze più brevi, il che, pur mitigando l’impatto dell’aumento della spesa per interessi, li espone anche a un maggiore rischio di rifinanziamento» ha aggiunto Di Noia.

Solo per i paesi Ocse, il debito sovrano in circolazione si attesta ora alla cifra record di 61mila miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 55mila miliardi di dollari del 2024, pari ai un rapporto sul PIL nei paesi OCSE all’83%, ma si prevede che salirà all’85% nel 2026, 39 punti percentuali in più rispetto al 2007, prima della crisi finanziaria globale. Gran parte dell’aumento dei prestiti è destinato al rifinanziamento del debito esistente. Nel 2025, il fabbisogno di rifinanziamento sovrano nell’OCSE ha raggiunto la cifra record di circa 13.500 miliardi di dollari, pari a quasi l’80% delle emissioni lorde.

Italia secondo debito dopo Giappone ma traiettoria migliora

Tra i Paesi del G7, precisa l’organizzazione internazionale, «il rapporto debito/Pil è rimasto invariato rispetto al 2020 in Canada, Stati Uniti e Regno Unito. In Francia e Germania – prosegue l’Ocse – è stato rispettivamente di 5 e 2 punti percentuali più alto. L’Italia ha il secondo rapporto debito/PIL più alto dell’area Ocse, ma nel 2025 il valore è stato di 11 punti inferiore al picco pandemico» ma quello che è importante «è avere una traiettoria fiscale credibile…e penso che l’economia italiana stia andando bene», ha commentato Di Noia

Fabbisogno netto ancora sopra i livelli pre-Covid

A circa 3.500 miliardi di dollari, il fabbisogno netto è rimasto stabile nel 2025, ma rimane sostanzialmente al di sopra dei livelli pre-pandemia, e si prevede che crescerà nel 2026, raggiungendo il livello più alto dal 2020.

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