“Preoccupazione per la difficoltà della ricostruzione a Gaza” è stata espressa dal direttore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), Alexander De Croo, che al termine di una visita di tre giorni in Cisgiordania e a Gaza ha dichiarato di ”non aver mai visto niente di peggio”.
Il primo scoglio da superare secondo De Croo è la rimozione delle macerie. Il direttore dell’Undp stima che solo lo 0,5% dei detriti accumulati durante due anni di guerra tra Israele e Hamas sia stato rimosso. “Al ritmo attuale, ci vorranno sette anni per rimuovere tutti i detriti”, avverte De Croo. “Questi cumuli di cemento – ha sottolineato – non sono solo un ostacolo urbano; costituiscono anche un pericolo permanente per la salute e la sicurezza, in particolare a causa degli ordigni inesplosi che rimangono sepolti al loro interno”. Oggi, ha aggiunto “il 90% degli abitanti di Gaza vive in mezzo a queste macerie”, una situazione che rende illusoria qualsiasi stabilizzazione duratura.
Il funzionario delle Nazioni Unite ha aggiunto che la popolazione è costretta a sopravvivere in rifugi che “difficilmente potrebbero essere definiti tende, tanto sono rudimentali”. L’Undp ha approntato unità abitative temporanee, un compromesso tra alloggi di emergenza e ricostruzione sostenibile. Circa 500 unità sono già state installate e 4.000 sono pronte per essere dispiegate. Tuttavia, l’entità delle esigenze supera di gran lunga queste capacità. Sarebbero necessarie tra 200mila e 300mila unità aggiuntive semplicemente per garantire condizioni di vita meno precarie.
Israele, soldato ucciso da ’fuoco amico’ a Gaza
Un soldato israeliano è rimasto ucciso in un incidente di “fuoco amico” nella notte nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno confermato i militari israeliani, come riporta il Times of Israel, precisando che si tratta di un militare 21enne dell’Unità Paracadutisti Ricognizione. Sulle circostanze di quanto avvenuto è stata aperta un’inchiesta.
