Se qualcuno pensa di catalogare gli insulti che si sono lanciati due superstar di mezza età come Elon Musk, l’uomo più ricco della terra e Michael O’Leary, ceo di Ryanair prima compagnia aerea europea, come un litigio tra due prime donne si sbaglia. Dopo essersi appellati reciprocamente come «idioti» per una settimana, la low cost non ha perso l’occasione per girare a suo favore la polemica e lanciare una campagna pubblicitaria ad hoc, approfittando della visibilità ottenuta gratuitamente. Le prenotazioni sono aumentate del 3 per cento in pochi giorni, numeri rilevanti in un mese di bassa stagione come gennaio.
Le provocazioni
Il manager che ama provocare e prendersi in giro è alla guida di un gruppo che ha fatto del controllo dei costi una priorità assoluta, principio che ha portato Ryanair ad essere la prima compagnia in Europa per passeggeri, raggiungere elevati livelli di redditività accompagnati da costi tra i più bassi del settore. I risparmi vengono reinvestiti nella crescita della società e nei dividendi per gli azionisti. La prova di questi risultati sta nei margini: pochissime compagnie aeree nel mondo raggiungono margini operativi a due cifre. Tra le cinque in Europa che ci sono riuscite nel 2024, una è Ryanair, le altre tre appartengono al gruppo IAG (Iberia, British Airways, Vueling e Air Lingus) scrive l’analista di Bernestein, Alex Irving. Si risparmia su tutto dai costi pubblicitari al wifi di bordo, quest’ultimo la miccia che ha scatenato la polemica con Elon Musk per il suo gioiello Starlink, il sistema satellitare per internet che il vettore irlandese ambisce ad installare gratuitamente a bordo dei suoi 640 aerei.
Storia di risparmi
Ryanair è una low-cost a tutto tondo. Per oltre tre decenni — da quando Herb Kelleher fondatore dell’americana Southwest Airlines prima low cost al mondo, svelò i segreti a Michael O’Leary – la compagnia aerea ha sempre perseguito l’obiettivo dei bassi costi operativi per ottenere tariffe ridotte. L’azienda segue i principi fondamentali dell’aviazione low cost: tempi di turnaround rapidi, una sola tipologia di aeromobile, alta produttività, collegamenti point to point. Estende questo approccio anche ad altri settori come il marketing. Perché pagare se puoi ottenerlo gratuitamente?
Poco decoro ma molti ricavi
Se ci si guarda attorno, le pubblicità delle compagnie aeree sono ovunque, tranne una, Ryanair: la prima compagnia aerea europea non si vede da nessuna parte. È una scelta deliberata. La pubblicità costa e Ryanair preferisce non spendere. Per citare il ceo Michael O’Leary: «Quando la compagnia è stata lanciata non avevamo soldi per la pubblicità. Quindi dovevamo inventarci qualcosa per attirare l’attenzione dei media. Non mi dispiace travestirmi da stupido o fare facce sciocche se può aiutare. Francamente, non me ne frega niente della mia dignità personale».
Il lancio di una rotta per Venezia? O’Leary indossa un costume da gondoliere. In Spagna? Da torero. Alcune sono controverse, come l’idea di fare pagare ai passeggeri l’uso del bagno a bordo, oppure introdurre una tariffa differenziata per chi è in sovrappeso, e ancora viaggiare in piedi per trasportare più passeggeri, qualsiasi cosa pur di abbassare i costi e farsi notare dalla stampa. Fino all’ultima esagerazione, non stampare la boarding card per evitare il costo della carta. Il messaggio è sempre quello: se vuoi tariffe aeree economiche, vola “scomodo” con Ryanair.
