(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee si muovono con slancio, galvanizzate dalle parole del presidente Usa Donald Trump che ha detto gli Stati Uniti lasceranno l’Iran «molto presto, entro due o tre settimane» indipendentemente che sia stato raggiunto un accordo. Il tycoon in serata alle 21.00 ora locale (3 di notte ora italiana) terrà un discorso alla nazione «per fornire nuove informazioni» sul conflitto che da cinque settimane infiamma i prezzi del petrolio e ha affossato i listini azionari nell’ultimo mese. Intanto sono in rialzo anche i future Usa, in calo l’indice di volatilità Vix. Attenzione al fronte macro, con i dati che iniziano a dare il polso degli effetti dello shock energetico: alla vigilia l’inflazione europea è salita al 2,5% per il mese di marzo, dall’1,9% del mese precedente. Da seguire in giornata i Pmi di marzo in Europa e Stati Uniti.
In questo contesto, dopo aver chiuso il peggior mese dal giugno 2022, gli indici europei sono in netto rialzo, compreso il FTSE MIB di Milano.
A Piazza Affari Unicredit e Buzzi guidano i rialzi, giù l’oil
A Piazza Affari premiata Buzzi Unicem dopo il via libera ai conti 2025, forti le Prysmian (+5,4%) con Jefferies che conferma il buy ma alza il prezzo obiettivo da 104 a 117 euro. Ben comprate tutte le banche, Unicredit e Intesa Sanpaolo in testa, mentre anche per Ferrari arriva la spinta di Jefferies che passa a buy da hold sul titolo. Gli acquisti premiano i titoli della difesa e del risparmio gestito, pesano le vendite sugli oil con il ritracciamento del greggio. Eni , che nel mese di marzo aveva registrato un +24%, è in coda.
Arretra il petrolio, in recupero l’euro/dollaro
Il petrolio arretra, con gli investitori che sembrano credere alle dichiarazioni del presidente americano sulla guerra. Sia i future sul Brent sia quelli sul Wti sono sotto i 100 dollari al barile. L’oro spot si muove vicino ai 4.700 dollari l’oncia. Sul valutario, euro in recupero oltre gli 1,15 dollari.
Spread giù a 82 punti, rendimento 10 anni cala 15 punti a 3,75%
Netto calo dei rendimenti dei titoli dell’Eurozona e dello spread tra BTp e Bund grazie all’ottimismo per la fine della guerra in Iran entro qualche settimana, come dichiarato dal presidente Trump. Il rendimento del BTp decennale di riferimento, scadenza 1 febbraio 2036, si attesta al 3,75% rispetto al 3,90% della chiusura di ieri, per poi risalire leggermente a 3,77%. Il differenziale con il Bund tedesco di pari scadenza rientra a 82 punti dai 90 della chiusura di ieri. Prima degli attacchi di Usa e Israele all’Iran, il rendimento del titolo italiano a 10 anni era in area 3,30% e lo spread a 60 punti.
