Shin Bet, sventato piano Hamas per introdurre armi in Cisgiordania

L’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet ha affermato di aver sventato un complotto di Hamas volto a introdurre illegalmente armi e denaro in Cisgiordania utilizzando cittadini israeliani. Lo riporta lo stesso Shin Bet in una dichiarazione dove spiega che nelle ultime settimane diversi israeliani di Kafr Qasim e Rahat sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di coinvolgimento in trasferimenti “segreti” di armi e fondi in Cisgiordania, per conto di Ahmad Zarzur, un cittadino israeliano residente in Turchia che opera per conto di Hamas.

L’agenzia aggiunge che le sue indagini hanno portato alla luce una rete che operava per introdurre clandestinamente armi e centinaia di migliaia di shekel in fondi in Cisgiordania, “con il timore che questi potessero alla fine raggiungere agenti terroristici per portare avanti gli attacchi”.

Media, Hamas ha ripreso ricerca corpo ostaggio israeliano

Intanto, non si fermano le attività connesse al rispetto dell’accordo di tregua tra Israele e Hamas. La Croce Rossa e le brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas, avrebbero ripreso la ricerca del corpo di un ostaggio nel quartiere Zeitoun di Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera. A questo punto restano ancora a Gaza i corpi di due ostaggi, un cittadino israeliano e uno thailandese.

A Gaza i bambini tornano a scuola

Con il cessate il fuoco, anche se fragile, tra Israele e Hamas, bambini e ragazzi palestinesi stanno tornando a frequentare le lezioni a Gaza. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha infatti annunciato questa settimana che riaprirà alcune scuole a Gaza e i bambini torneranno gradualmente a lezione. Il commissario generale Philippe Lazzarini ha dichiarato su X che più di 25.000 scolari hanno già aderito agli “spazi di apprendimento temporaneo” dell’agenzia, mentre circa 300.000 seguiranno lezioni online.

A Gaza i bambini palestinesi tornano a scuola, lezioni in un’aula improvvisata nel cortile

Nel cortile della scuola Al-Loulouah Al-Katami a Gaza City, è stata realizzata un’aula improvvisata. È un centro educativo, mancano strumenti didattici, risorse, molti fanno un lungo viaggio per arrivare qui, muovendosi tra le macerie e le strade distrutte, ma è già qualcosa, spiega Iman Al-Hinawi, direttrice del centro educativo: “Dopo due anni di guerra abbiamo desiderato a lungo questo momento, anche gli studenti e i genitori erano entusiasti. I sorrisi sono tornati sui volti dei nostri figli, assenti da quasi due anni. Sono stati divisi in classi diverse, dalla scuola materna all’ultima delle elementari”. “Mi sento felice perché imparerò e sarò più motivata. Abbiamo sofferto molto durante la guerra e quando le scuole hanno chiuso, ma ora impareremo e io spero di diventare un medico” dice Layan, una studentessa.

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