Speranze su Hormuz e piano di pace Trump spingono le Borse, Brent sotto i 100$

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Viaggiano in rialzo le Borse europee, con i mercati che continuano a guardare alle rinnovate speranze di pace in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato ieri che l’Iran vuole «raggiungere un accordo» e, secondo fonti vicine alla vicenda, gli Stati Uniti avrebbero inviato a Teheran un piano in 15 punti per porre fine alla guerra. Speranze di pace che frenano bruscamente i prezzi delle petrolio, con il Brent in calo sotto i 100 dollari al barile e il Wti sotto i 90 dollari. «Siete così nei guai che negoziate con voi stessi», avrebbe tuttavia riferito Anche se un portavoce militare iraniano, deridendo i tentativi Usa di raggiungere un accordo e lasciando spiragli all’incertezza. Centrale resta la questione dello Stretto di Hormuz, la cui apertura, secondo fonti vicine al dossier, è uno dei 15 punti dell’accordo di pace inviato da Washington a Teheran. E lo stesso Iran ieri sera si è detto pronto ad aprire Hormuz a navi non ostili (per quanto diverse fonti parlino di transiti “a pagamento”).

Aprire lo stretto significa tenere sotto controllo i prezzi del greggio. In caso contrario, se il costo del petrolio dovesse raggiungere i 150 dollari al barile, si innescherebbe una recessione globale, secondo quanto dichiarato alla Bbc da Larry Fink, il capo del colosso finanziario statunitense BlackRock. Così le Borse europee viaggiano in rialzo: FTSE MIB, CAC 40 e DAX 30. Intanto oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà in visita in Algeria con l’obiettivo di rafforzare il partenariato strategico, a partire dal settore del gas.

A Milano giù Inwit, bene le banche

A Piazza Affari spiccano, tra gli altri, Prysmian e Fincantieri. Intanto occhi puntati su Inwit, di nuovo in calo dopo l’exploit della vigilia a seguito della disdetta del Master Service Agreement da parte di Fastweb + Vodafone. La società ha però impugnato la disdetta, ribadendo in una nota che il contratto Msa è valido ed efficace fino al 2038. Il mancato rinnovo è definito da Inwit “privo di fondamento giuridico e come tale sarà impugnato in ogni sede competente”. Deboli i petroliferi, con Eni e Tenaris. Tonici invece i bancari, mentre i riflettori rimangono in particolare su Banca Mps che ieri sera ha indicato Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, come candidato a ricoprire la carica di amministratore delegato della banca in occasione del rinnovo del cda.

Euro a 1,16 dollari, petrolio in calo

Sul valutario, l’euro/dollaro viaggia intorno a quota 1,16 (da 1,1589 di ieri). La moneta unica vale anche 184,4 yen (da 184) e il dollaro/yen è a 158,9 (da 158,8). Torna a salire l’oro spot sui 4.540 dollari l’oncia (+1,6%). In rialzo sopra i 70.000 dollari anche il bitcoin. In netto calo invece il petrolio, con i future sul Brent sui 99 dollari al barile, e quelli sul Wti sugli 88 dollari.

Spread cala a 88 punti, rendimento al 3,86%

Apertura di seduta in ribasso per lo spread tra BTp e Bund. A inizio giornata il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si muove sugli 88 punti, dai 91 punti del closing di ieri. Si restringe anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato al 3,86%, rispetto al 3,93% della vigilia.

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