Sturm, Ruger rigetta l’offerta di Beretta Holding

Il board di Sturm, Ruger & Co ha rigetta la proposta di Beretta holding di acquisire il 20% della società americana quotata a Wall Street. Oggi scadeva la richiesta della società di sollevare la “poison pills” il meccanismo di difesa adottato dal board il 14 ottobre 2025, quando Beretta era salita del 9,95% nel capitale diventando il primo azionista. «Il board è più preoccupato a proteggere se stesso che di posizionare l’azienda per il successo futuro e per massimizzare il valore per gli azionisti», scrive Beretta Holding al consiglio di amministrazione della Ruger, confermando un incontro il prossimo 9 aprile per trovare una mediazione. Beretta Holding ha affermato di rimanere scettica sulle intenzioni del consiglio di amministrazione e che continuerà a valutare alternative legali.

Beretta Holding aveva proposto un prezzo di 44,80 dollari pari ad un premio di circa il 20% rispetto al prezzo medio degli ultimi 60 giorni. In Borsa le quotazioni nei giorni seguenti si erano avvicinati al prezzo di offerta per poi ripiegare fino a 40 dollari.

In apertura a Wall Steet il titolo Ruger guadagna il 6,95% a 43,57 dollari.

Dopo essersi dichiarata “delusa e sorpresa” dalla resistenza del board a un aumento dell’investimento, la cui offerta pubblica di acquisto non è ancora iniziata, ha confermato l’intenzione di depositare presso la Securities and Exchange Commission una dichiarazione preliminare di delega per sollecitare i voti a favore della propria lista di candidati nel cda in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti di Ruger il prossimo 29 maggio 2026. I quattro i nomi proposti William F. Detwiler, Mark DeYoung, Fredrick DiSanto e Michael Christodolou.

Beretta Holding, le cui origini risalgono al 1526, opera attraverso oltre 50 società controllate e più di 20 marchi nel settore delle armi da fuoco, dell’ottica e delle munizioni. Attualmente detiene il 9,95% di Ruger e punta ad aumentare la propria quota al 30% con questa offerta. La società ha richiesto un’esenzione dal piano di tutela dei diritti degli azionisti di Ruger (poison pills) per agevolare l’acquisizione. Beretta ha chiarito che la sua proposta rappresenta un investimento strategico di minoranza e ha sottolineato di non mirare al controllo di Ruger. Questi sviluppi si inseriscono nel contesto delle critiche mosse da Beretta alla supervisione del consiglio di amministrazione di Ruger.

Source link