Torri, rottura fra Fastweb+Vodafone e Inwit: si apre lo scontro legale

La guerra delle torri ora esce dalle conference call e entra nelle carte bollate. Fastweb + Vodafone ha notificato la disdetta del Master Service Agreement (Msa) con Inwit, aprendo a questo punto uno strappo che va ben oltre il perimetro di un contenzioso commerciale.

La società controllata da Swisscom mette nero su bianco che i «costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato» e aggiunge che la tower company ha mostrato una «mancata disponibilità ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento». È il cuore della rottura: per Fastweb + Vodafone, canoni troppo alti significano meno risorse per rete, copertura e 5G; per Inwit, invece, gli Msa restano contratti di lungo periodo, coerenti con un modello industriale fondato su ricavi prevedibili e investimenti upfront.

La disdetta, formalmente, non produce effetti domani mattina. Ma il problema di intepretazione è invece centrale. Per Inwit gli accordi si estendono fino al 2038 (per l’8+8 ma prolungato in base alla firma del change of control nel 2022 ), mentre per Tim e Swisscom (controllante di Fastweb + Vodafone) le finestre di revisione si collocano rispettivamente al 2030 e al 2028. In mezzo, oltre al contenzioso, si promettono anni di transizione, trattative sulla migrazione e una partita industriale che si intreccia con la nuova alleanza fra Tim e Fastweb + Vodafone per realizzare fino a 6mila torri. Non è un dettaglio: è il ritorno delle telco alla tentazione di riprendersi pezzi di infrastruttura dopo anni di cessioni e sale & lease back. Ma è soprattutto un tema di leva negoziale

Il punto è che questa non è più soltanto una discussione sul prezzo dell’ospitalità. È una sfida al potere contrattuale di Inwit. La società ha già fatto sapere, con chiarezza, che considera gli accordi validi fino al 2038 e che metterà in campo «ogni azione necessaria» per far valere la propria lettura. In un chiarimento della scorsa settimana, appena scoppiato il bailamme successivo all’annuncio del progetto di Tim e Fastweb+Vodafone di lavorare sulla realizzazione di 6mila nuove torri, Inwit aveva già difeso la natura di lungo termine degli Msa; dopo l’annuncio della jv tra Tim e Fastweb + Vodafone ha poi parlato di progetto «in evidente contrasto con gli Msa» e di tutela dei propri interessi «in ogni sede competente». La battaglia legale, insomma, è già stata promessa.

Fastweb + Vodafone, dal canto suo, ha annunciato di aver promosso un’azione legale «presso le sedi competenti» per far accertare il diritto di uscita. E il fronte dovrebbe allargarsi ancora: entro fine mese è attesa anche la mossa di Tim, in uno scontro che riguarda contratti da cui dipende una quota decisiva dei ricavi di Inwit. Non a caso il mercato guarda alla contesa con apprensione: il braccio di ferro con i due principali clienti complica la visibilità del gruppo, mentre sullo sfondo resta perfino il dossier Ardian-Brookfield con il loro interesse per Inwit, che a questo punto, secondo alcuni osservatori, potrebbe subire una frenata in attesa di schiarimenti su questo fronte.

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