Trevi lancia aumento di capitale da 100 milioni con il pieno supporto di Cdp Equity

Da Cdp Equity pieno supporto a Trevi Finanziaria Industriale. Il cda ha approvato, infatti, la partecipazione all’aumento di capitale della società e voterà a favore in sede di assemblea straordinaria in merito alla ricapitalizzazione di complessivi 100 milioni di euro e sottoscriverà la quota di propria spettanza pari a 21,3 milioni, corrispondente alla partecipazione del 21,3%. La notizia, però, non è stata sufficiente ad arginare le vendite in Borsa, dove il titolo Trevi ieri ha perso il 34%, dopo la diffusione dei dati di bilancio e l’annuncio di una manovra finanziaria che oltre all’aumento di capitale e a un nuovo finanziamento a medio-lungo termine da 170 milioni, prevede anche linee di finanziamento per un importo complessivo indicativamente compreso tra 150 e 200 milioni, funzionali allo svolgimento delle attività operative e alla partecipazione alle gare per l’acquisizione di nuove commesse.

Fabio Barchiesi. (Imagoeconomica)

Via libera al piano industriale

Il gruppo Trevi ha chiuso il 2025 con un utile netto di 8,633 milioni (+56,7%) a fronte di ricavi in calo del 5,9% a 624,017 milioni, di cui 117,803 milioni realizzati in Italia (corrispondenti al 19% del totale). Il margine operativo lordo (Ebitda) si è attestato a 81,81 milioni (+0,1%) . La posizione finanziaria netta al 31 dicembre era pari a 187,4 milioni, contro i 198,9 milioni registrati a finee 2024. Nel 2025 sono stati acquisiti ordini per 734,289 milioni (+21,3%) e, nel primo bimestre 2026, sono stati acquisiti ordini per ulteriori 157 milioni. Per il 2026 la società si attende ricavi tra 640 e 670 milioni, l’Ebitda ricorrente tra 70 e 80 milioni e una posizione finanziaria netta tra 90 e 100 milioni, post manovra finanziaria. Il cda ha approvato inoltre il piano industriale 2026-2029, che prevede una crescita dei ricavi media annua 2025–2029 attesa intorno al 5,5%; il margine operativo lordo (Ebitda) a fine piano previsto nell’intorno di 100 milioni; Capex medi annui attesi pari a circa 22 milioni; la riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con un target di valore prossimo allo zero al termine del periodo di piano.

Mediobanca global coordinator

Il board ha approvato una manovra finanziaria che mira, tra le altre cose, a rifinanziare il debito e ridurre il livello di indebitamento del gruppo e a rafforzarne ulteriormente la flessibilità finanziaria. Il board, inoltre, sottoporrà all’assemblea straordinaria una proposta di raggruppamento delle azioni ordinarie della società, nel rapporto di una nuova azione ogni 20 azioni esistenti, da eseguirsi prima dell’avvio dell’aumento di capitale e funzionale allo stesso. Trevi ha dato incarico a Mediobanca di agire come sole global coordinator e bookrunner dell’operazione. Quest’ultima si è impegnata a sottoscrivere un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle nuove azioni eventualmente rimaste non sottoscritte al termine dell’asta in Borsa dei diritti inoptati, per un importo massimo pari all’ammontare dell’aumento di capitale, al netto del controvalore dell’impegno di sottoscrizione assunta da CdP Equity.

Cdp Equity potrebbe aumentare impegno

L’impegno di CDP Equity, sotto la guida di Fabio Barchiesi, «potrebbe tuttavia essere ancora più importante. Se una parte degli azionisti non dovesse aderire alla richiesta di aumento di capitale, la stessa CDP Equity – si legge in una nota potrebbe esercitare il diritto di opzione sull’inoptato, cioè sulle azioni non acquisite. In questo modo farebbe salire la propria partecipazione in Trevi rispetto all’attuale 21,3% ma restando comunque sotto la soglia del 30% che comporterebbe l’obbligo di Opa, cioè di un’offerta pubblica di acquisto».

Trevi è un player di riferimento mondiale nelle fondazioni speciali e nell’underground engineering. Il settore è caratterizzato da elevate barriere all’ingresso per via delle competenze altamente specializzate e dei rilevanti investimenti necessari. Negli ultimi 5 anni Trevi ha intrapreso un percorso di ristrutturazione di successo, con un focus sulla selezione di progetti più profittevoli e sul miglioramento dell’efficienza operativa. Per questo la società ha il potenziale per diventare una piattaforma di aggregazione di aziende altamente specializzate in un settore delle costruzioni come quello italiano che risulta altamente frammentato e con ampio spazio per operazioni di consolidamento tramite acquisizioni mirate. Un percorso che CDP Equity, evidentemente, intende supportare.

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