A sorpresa, Volvo Cars ha deciso di cambiare guida nel bel mezzo della tempesta. Con effetto immediato, dal 1 aprile, il nuovo – anzi, vecchio – ceo sarà Håkan Samuelsson, 74 anni, già alla guida dell’azienda tra il 2012 e il 2022. Un ritorno che sa di “back to basics”: affidarsi a un veterano dell’automotive per attraversare un periodo segnato da incertezze globali, rallentamenti tecnologici e tensioni geopolitiche crescenti.
Samuelsson prenderà il posto di Jim Rowan, manager con un passato nel settore tech (Dyson in primis), scelto nel 2022 per accompagnare Volvo nel salto verso la digitalizzazione e l’elettrificazione. Ma il contesto è cambiato: oggi servono mani esperte sul volante.
Non è un caso se a volerlo nuovamente al comando sia stato il presidente del Cda, Li Shufu, fondatore del gruppo cinese Geely, che controlla il 78,7% di Volvo. «Ci attendono sfide complesse – ha dichiarato Li – e serve una guida industriale solida. Håkan conosce bene l’azienda, il settore, le persone». E in effetti, nel suo primo mandato, Samuelsson ha rilanciato il brand e traghettato l’azienda fino alla quotazione in Borsa nel 2021.
Da allora, però, le azioni hanno perso quasi il 70% del loro valore. E i motivi non mancano. Gli Stati Uniti sono tornati a minacciare dazi: l’ex presidente Trump ha annunciato nuovi balzelli del 25% sulle auto importate, in vigore già da questa settimana. Volvo, che produce l’EX90 in South Carolina, ma importa la maggior parte dei suoi modelli elettrici e ibridi dall’Europa, è particolarmente esposta. Samuelsson conosce bene queste dinamiche: era già al comando durante il primo mandato di Trump, quando Volvo decise proprio di investire in uno stabilimento Usa per mitigare i rischi commerciali.
Ma i dazi non sono l’unico nodo. Il rallentamento della domanda di auto elettriche, soprattutto in Europa, ha costretto Volvo a rivedere i suoi piani ambiziosi: l’obiettivo di diventare un marchio al 100% elettrico entro il 2030 è stato accantonato. L’azienda ha spostato la produzione dell’EX30 dalla Cina al Belgio per aggirare le barriere europee, e solo il mese scorso Rowan aveva avvertito che il 2025 sarà un anno difficile per vendite e redditività.