La compagnia low cost americana Spirit Airlines, già in bancarotta, potrebbe essere nazionalizzata. A dirlo è il presidente Donald Trump, che non esclude un’acquisizione da parte degli Stati Uniti, definendola un possibile buon investimento per il governo federale.
Le dichiarazioni arrivano mentre l’amministrazione valuta un piano di salvataggio per la compagnia. «Stiamo pensando di intervenire: aiutarli, salvarli o persino acquistarli», ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo che si tratterebbe di «un’operazione senza debiti», grazie agli «ottimi aerei e alle buone risorse» della società.
Trump ha anche ipotizzato una futura rivendita della compagnia, «quando il prezzo del petrolio scenderà», con l’obiettivo di ottenere un profitto. Secondo il presidente, un intervento pubblico contribuirebbe inoltre a salvaguardare i posti di lavoro.
Un’eventuale acquisizione statale rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per Spirit, da tempo in difficoltà e vicina alla liquidazione. Nell’agosto 2025 la società ha infatti richiesto la protezione del Chapter 11 per la seconda volta in meno di un anno.
Prima dell’escalation del conflitto con l’Iran, si prevedeva che la compagnia potesse uscire dalla procedura fallimentare entro l’estate, dopo un accordo con i creditori per ridurre miliardi di dollari di debiti e i costi della flotta.
