Commerzbank: piano UniCredit vago e con rischi considerevoli

Commerzbank ha formalmente respinto l’offerta di UniCredit per l’acquisizione dell’istituto di credito tedesco, confermando la sua posizione di resistenza, già in atto da mesi, al tentativo di scalata transfrontaliera. Un “No” a tutto tondo all’offerta di scambio di azioni lanciata da Unicredit su Commerz.

Con una dichiarazione formale congiunta, il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza di Commerzbank hanno raccomandato oggi agli azionisti della seconda banca tedesca di «non accettare l’offerta di scambio di Unicredit». Definendola «un tentativo opportunistico di acquisire il controllo».

Sono quattro le motivazioni del rifiuto dell’offerta, argomentate in un lungo documento: il premio «non è adeguato e non riflette il valore» di Commerz; il piano di Unicredit è «vago e comporta rischi significativi»; Unicredit «sottovaluta significativamente le perdite di ricavi, sovrastima le sinergie e prevede tempi di implementazione irrealistici»; la strategia “Momentum 2030” dell’attuale management di Commerzbank «crea più valore per gli azionisti, con basso rischio di implementazione». Il cda è inoltre convinto che Unicredit «non abbia presentato un piano strategico comprensibile e affidabile per una fusione».

Alla presentazione dei risultati del primo trimestre 2026, lo scorso 8 maggio, l’ad di Commerz Bettina Orlopp aveva già criticato aspramente l’offerta, consigliando agli azionisti di rifiutarla e preannunciando la dichiarazione «ragionata» richiesta dalla legge tedesca sulle Opa.

In quanto al premio «non adeguato» e all’offerta che «non riflette adeguatamente il valore effettivo e il potenziale» di Commerz, il cda e il consiglio di sorveglianza sostengono di aver esaminato in maniera approfondita l’offerta, prendendo in considerazione i prezzi storici delle azioni della banca, gli obiettivi di prezzo degli analisti, i premi di acquisizione standard, i multipli di valutazione delle banche europee, il prezzo minimo stabilito per legge e il valore potenziale in base al business plan Momentum 2030. Giungendo alla conclusione che «il valore dell’offerta calcolato mostra uno sconto considerevole».

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