Il traffico aereo rallenta per la crisi geopolitica. Italia al terzo posto in EU

L’Italia si conferma una delle destinazioni più attrattive per le compagnie aeree internazionali. Mentre il traffico passeggeri continua a crescere a ritmi superiori alla media europea, sempre più vettori intercontinentali, in particolare statunitensi, rafforzano la loro presenza sugli aeroporti italiani. Nel primo trimestre del 2026 la crescita del traffico aereo in Italia è proseguita, seppure a un ritmo più contenuto rispetto alla fine del 2025, risentendo delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dell’aumento del prezzo del carburante. Fa eccezione ITA Airways che, in controtendenza rispetto al mercato, ha ridotto il traffico dell’8% nel 2025, mentre il settore in Italia era cresciuto del 5%. La compagnia, entrata nell’orbita del gruppo Lufthansa, sta progressivamente ridimensionando la propria presenza sul mercato domestico per concentrarsi sul medio e lungo raggio e sul miglioramento del load factor.

Traffico in rallentamento

In Europa il traffico aereo ha registrato una crescita del 4% nel 2025 e del 4,9% rispetto ai livelli pre-Covid. Si tratta tuttavia di un ritmo dimezzato rispetto al 2024, quando l’aumento era stato dell’8%. La tendenza al rallentamento è proseguita anche nel primo trimestre del 2026, con una crescita del 3,7%, inferiore al 4,8% registrato nell’ultimo trimestre del 2025.

I dati emergono dall’ultima edizione del FactBook 2026, l’osservatorio sul trasporto aereo realizzato dal Centro ICCSAI – Transport and Sustainable Mobility dell’Università di Bergamo e presentato oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, del presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, di Stefano Paleari del Centro ICCSAI-ITSM e dell’amministratore delegato di ITA Airways Joerg Eberhart. «Dopo i rimbalzi post-Covid, quando il traffico europeo era cresciuto fino al 127,8% come reazione alle restrizioni, il mercato si sta progressivamente stabilizzando anche per effetto delle incertezze geopolitiche e dell’andamento dell’economia mondiale», spiega Renato Redondi, ricercatore ICCSAI e docente dell’Università di Bergamo.

Italia terzo mercato europeo

Con 230 milioni di passeggeri movimentati nel 2025, l’Italia si conferma il terzo mercato europeo per traffico aereo. La crescita del 5% registrata nell’anno supera la media continentale e colloca il Paese davanti a Germania, Francia e Portogallo, alle spalle soltanto di Spagna e Regno Unito. Anche nel primo trimestre del 2026 il mercato italiano ha continuato a crescere (+4,6%), pur rallentando rispetto al +5,8% dell’ultimo trimestre del 2025, quando risultava il secondo mercato europeo più dinamico dopo la Polonia. A livello continentale, Londra Heathrow si conferma il primo aeroporto europeo con 84,5 milioni di passeggeri, sebbene con una crescita inferiore alla media europea. Germania, Francia e Paesi Bassi non hanno ancora recuperato completamente i livelli di traffico precedenti alla pandemia. Tra i dati più significativi spiccano la crescita della Polonia (+14,2% nel 2025) e quella dell’aeroporto di Atene, che registra un incremento del 32,9% rispetto al 2019.

Fiumicino si conferma primo aeroporto

Roma Fiumicino mantiene il settimo posto nella classifica europea con 51,3 milioni di passeggeri (+4,3%), confermandosi il principale aeroporto italiano e precedendo Londra Gatwick. Milano Malpensa, secondo scalo nazionale con 31,4 milioni di passeggeri, sale invece al 19° posto dal 20° nella graduatoria europea, superando Londra Stansted grazie a una crescita dell’8,6%, tra le più elevate del continente. Milano Linate si distingue per l’accelerazione registrata nel primo trimestre del 2026 (+12,9%), favorita anche dalla redistribuzione degli slot precedentemente detenuti da ITA Airways. Tra i principali aeroporti italiani, Bergamo-Orio al Serio conferma la terza posizione pur registrando una temporanea flessione del traffico. Lo scalo resta comunque tra quelli che sono cresciuti maggiormente rispetto al 2019 e mostra segnali di ripresa nel 2026. Particolarmente positive le performance degli aeroporti regionali: Bari cresce del 9,7%, Lamezia Terme del 12,4%, Trieste del 25,1% e Pescara del 31,5%.

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