Banche europee troppo piccole: la Commissione Ue lancia il piano competitività

BRUXELLES – C’era un tempo, 15 anni fa, quando le banche europee erano spesso più grandi di quelle americane. Oggi la situazione si è capovolta. Gli istituti europei sono più piccoli e non hanno la stessa forza d’urto dei principali concorrenti internazionali. In questa ottica, la Commissione europea ha illustrato oggi, venerdì 17 luglio, un rapporto teso a rafforzare la competitività delle banche europee. Tra le altre cose, Bruxelles intende presentare una nuova proposta di assicurazione in solido dei depositi.

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Il progetto di unione dei mercati di capitale prevede «un percorso chiaro verso un settore bancario più integrato, efficiente e competitivo – ha detto Maria Luís Albuquerque, commissaria agli affari finanziari -. Semplificare le norme e renderle più proporzionate è importante, ma non sarà sufficiente. Le banche europee hanno bisogno delle condizioni giuste per espandersi, consolidarsi e competere a livello globale. Ciò significa rimuovere gli ostacoli nel mercato unico bancario e completare l’Unione bancaria».

In buona sostanza la comunicazione appena presentata non contiene proposte legislative, ma analizza i punti di forza e di debolezza del sistema bancario europeo. L’obiettivo è di fare sì che il rapporto venga discusso con e tra i paesi membri. Successivamente, a iniziare dal primo trimestre del 2027, la Commissione presenterà specifiche proposte legislative. In ultima analisi l’obiettivo è di adattare le banche alla progressiva integrazione del mercato europeo anche in campo finanziario.

Tre i capitoli contenuti nel rapporto. Il primo è dedicato alla necessità di facilitare tra le banche europee la gestione transfrontaliera della liquidità. Attualmente, i gruppi bancari devono soddisfare i requisiti prudenziali sia a livello di società madre che di controllata. Il tema è delicato perché tocca l’equilibrio tra casa madre e filiale estera, soprattutto se situate in paesi diversi (il rapporto è quello tra home e host per usare l’espressione inglese).

L’esecutivo comunitario cita inoltre la presenza nei portafogli bancari di eventuali eccessive concentrazioni di titoli di Stato provenienti dallo stesso paese. Sulla scia della crisi finanziaria, l’idea di un tetto era stata proposta dalla Germania per evitare circoli viziosi tra crisi bancaria e crisi sovrana (si veda Il Sole/24 Ore del 23 aprile 2016). L’idea allora fu bocciata. Spiega Albuquerque: «Citando l’argomento non stiamo puntando il dito contro un rischio attuale. Resta che diversificare è un modo per gestire i rischi».

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