
L’obiettivo dichiarato è preservare un significativo “cuscinetto” finanziario capace di garantire flessibilità in caso di shock sistemici, come avvenuto durante la pandemia di Covid-19. In questo contesto si inseriscono anche le recenti operazioni sul mercato obbligazionario, tra cui un’emissione da 750 milioni di euro, e la linea di credito sottoscritta con la Banca europea per gli investimenti (BEI) che Boeing ha criticato definendola aiuti di Stato.
«E’ stata negoziata a condizioni pienamente di mercato e i 3 miliardi di euro complessivamente disponibili, è stata utilizzata soltanto una quota marginale», ha detto il cfo Thomas Toepfer. Il messaggio è chiaro: non si tratta di una misura straordinaria né di un sostegno pubblico implicito, ma di uno dei numerosi strumenti finanziari inseriti nella normale politica di funding del gruppo.
Domanda strutturale sostiene il ciclo dell’aviazione
Sul fronte industriale, Airbus continua a guardare con fiducia alla crescita di lungo periodo del trasporto aereo. Lars Wagner, ceo della divisione Airbus Commercial Aircraft ha spiegato che il mercato potenziale rimane enorme: miliardi di persone non hanno ancora accesso abituale ai viaggi in aereo e ciò lascia spazio a un’espansione strutturale della domanda. L’obiettivo di arrivare a una flotta globale di circa 42 mila aeromobili viene considerato pienamente sostenibile grazie alla capacità dell’intero ecosistema industriale di aumentare progressivamente i ritmi produttivi.
Per Airbus, la combinazione tra domanda crescente e numero limitato di costruttori globali rappresenta un vantaggio competitivo destinato a consolidarsi nei prossimi anni. Per rispondere la mercato, Airbus ha confermato di stare valutando il lancio di versioni più lunghe dei suoi aerei A220 e A350, senza fornire alcuna tempistica per una decisione.
Difesa: cambia il modello industriale europeo
Molto più articolata la riflessione sul comparto Difesa e Spazio, dove il gruppo vede emergere un ecosistema profondamente diverso rispetto al passato. L’aumento della spesa militare europea, l’ingresso di startup tecnologiche e la crescente rilevanza di tecnologie come intelligenza artificiale, autonomia, droni e sistemi spaziali stanno modificando il tradizionale modello dell’industria della difesa. Parallelamente, il gruppo sta ampliando la collaborazione con startup innovative, come dimostrano le recenti partnership nel settore dei sistemi autonomi anche con l’Ucraina, come ha spiegato Michael Schoellhorn, ceo della divisione Defence and Space.
