Via libera del cda di Unipol all’aumento di capitale da massimi 2,5 miliardi, le cui risorse serviranno a rilevare -nell’ambito degli accordi sottoscritti con Intesa Sanpaolo – 635 filiali di Mps. L’operazione, che ha già ricevuto l’ok delle coop socie di maggioranza, pronte ad aderire, avverrà a uno sconto sul Terp del 18,75%, un livello basso rispetto alla media delle ricapitalizzazioni a Piazza Affari. Ma la cosa non soprende considerata la reazione del titolo Unipol che dopo l’annuncio del riassetto, a inizio giugno scorso, ha imboccato la parabola ascendente, nonostante appunto la prospettiva – già annunciata al tempo – di una ripatrimonializzazione.
L’avvio dell’offerta in opzione dell’aumento – precisa una nota – è subordinato all’approvazione da parte di Consob del prospetto relativo all’aumento stesso e alla sua pubblicazione. Il cda ha determinato il prezzo al quale saranno offerte le nuove azioni a 20,56 euro, da imputarsi quanto a euro 4,69 a capitale e quanto alla rimanente parte a sovrapprezzo, con emissione di massime 121.582.320 nuove azioni, da offrire in opzione agli azionisti nel rapporto di 10 nuovi titoli ogni 59 detenuti. Il prezzo di sottoscrizione incorpora uno sconto sul prezzo teorico ex diritto delle azioni Unipol pari al 18,75%.
Il gruppo ha inoltre sottoscritto il contratto di underwriting relativo all’aumento di capitale con J.P. Morgan in qualità di Lead Global Coordinator, Bnp Paribas in qualità di Joint Global Coordinator, e Deutsche Bank, Morgan Stanley ed Equita SIM in qualità di Joint Bookrunner. In particolare, «i garanti si sono impegnati, disgiuntamente tra loro e senza vincolo di solidarietà, nei termini e alle condizioni ivi previsti, a sottoscrivere e liberare le eventuali nuove azioni rimaste inoptate al termine dell’Offerta in Borsa, fino a un importo massimo corrispondente al valore complessivo dell’aumento di capitale, al netto del controvalore degli impegni di sottoscrizione»
