(Il Sole 24 Ore Radiocor)– Viaggia di buon passo De’longhi a Piazza Affari. A sostenere il titolo da un lato l’annuncio ieri di un accordo per acquistare l’intera partecipazione detenuta da DLI Limited nella divisione professionale, portando la propria quota dal 61,56% all’88,02% per un esborso complessivo in denaro pari a circa 662,5 milioni di euro. Dall’altro la decisione degli analisti di Banca Akros e di Intermonte di alzare il target price sul titolo.
Akros rivede al rialzo le stime sull’utile
Nel dettaglio Akros porta il target price dai precedenti 50 euro a 54 euro. Alla base una aspettativa dei broker che la società possa realizzare «un altro trimestre in crescita, trainato ancora una volta dal segmento professionale, per il quale prevediamo una crescita a doppia cifra (+14%)». Questa previsione sul terzo trimestre «tiene conto delle indicazioni fornite ieri dalla società, secondo cui la divisione Professional dovrebbe raggiungere un fatturato superiore a 600 milioni di euro nel 2026. Ciò implica una crescita di circa il 14% nel secondo semestre del 2026». Nel dettaglio il segmento del caffè destinato ai consumatori finali (B2C) «dovrebbe registrare una crescita contenuta, nell’ordine di pochi punti percentuali», scrivono i broker sottolineando che «la crescita dovrebbe interessare tutte le aree geografiche». Inoltre «la redditività del segmento Professional, con un margine ebitda previsto intorno al 30%, dovrebbe favorire un effetto leva operativa positivo». Sul fronte dell’’indebitamento finanziario netto «dovrebbe riflettere la normale dinamica del capitale circolante netto, al netto dell’impatto del programma di riacquisto di azioni proprie». Alla luce di ciò «abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime sull’utile per azione e il prezzo obiettivo, portandolo da 50 a 54 euro e confermiamo la raccomandazione a Buy».
La nuova valutazione, scrivono sempre gli esperti, tiene anche conto dell’operazione relativa alle quote di minoranza nel segmento Professional. A tal proposito, nel ricordare che il corrispettivo per l’acquisizione della quota aggiuntiva è stato pari a 662,5 milioni di euro, gli esperti stimano che «circa 500 milioni di euro siano finanziati tramite debito, pari a circa 250 milioni di euro al netto di alcune linee di debito in scadenza il prossimo anno». Nell’ambito dell’operazione gli azionisti di minoranza rimanenti, costituiti da dirigenti e altri soci, manterranno la propria partecipazione nella società. Gli azionisti di minoranza conserveranno inoltre il diritto di procedere, alternativamente, alla quotazione in Borsa della divisione Professional a partire da marzo 2028 oppure al suo scorporo societario a partire da marzo 2029. «Stiamo valutando l’attività applicando un multiplo pari a 15 volte l’ebitda», scrivono nel report. Considerando che tale multiplo era pari a 13,7 volte sulla base dell’ebitda degli ultimi dodici mesi, al netto delle componenti non ricorrenti e dei costi relativi ai piani di stock option, «e che nella nostra valutazione includevamo anche circa sei mesi di ulteriore crescita, riteniamo che il multiplo effettivo sia leggermente più favorevole rispetto alla nostra ipotesi iniziale. Di conseguenza, valutiamo positivamente la notizia». Inoltre, la società ha dichiarato che le vendite di caffè Professional dovrebbero superare i 600 milioni di euro nel 2026, con una crescita del 23-24%, «rispetto alla nostra stima Bak (Best Available Knowledge ) del 21% (592 milioni di euro). Stiamo adeguando di conseguenza le nostre previsioni, lasciando tuttavia invariata la stima dell’ebitda rettificato per l’intero anno. Abbiamo inoltre incluso il corrispettivo dell’operazione nelle nostre previsioni dei flussi di cassa e aggiornato le stime relative alle quote di minoranza». Ipotizzando che l’impatto finanziario dell’operazione sia sostanzialmente nullo, poiché la società sostiene soltanto il differenziale tra il costo del debito e il rendimento della liquidità destinata all’investimento, «il risultato netto è un incremento del 9% delle nostre stime dell’utile per azione per il 2027 e il 2028». Alla luce di ciò «aggiorniamo la valutazione basata sulla somma delle parti (Sum of the Parts, SOP), spostando il riferimento al 2027 per riflettere meglio gli effetti delle modifiche sopra descritte, mantenendo invariati i multipli applicati ai segmenti del caffè B2C e B2B, rispettivamente pari a 12 e 15 volte l’Ev/ebitda». Gli analisti segnalano che società competitor attive nei segmenti professionale e consumer, come Breville, SharkNinja e Rational, «trattano a un multiplo medio di 15,6 volte l’EV/ebitda stimato per il 2027».
Giudizi positivi anche da Intermonte
Sulla stessa linea d’onda anche Intermonte che conferma la raccomandazione Outperform sul titolo e alzano il target price da 46 a 51 euro. Una decisione, spiegano gli analisti, basata su «una valutazione che attribuisce lo stesso peso al metodo dei flussi di cassa attualizzati e alla valutazione basata sulla somma delle parti. La revisione riflette il contributo crescente e il valore strategico della divisione Professional Coffee». In particolare l’acquisizione da parte di De’Longhi di un’ulteriore quota del 26,46% della divisione, a un multiplo Ev/ebitda pari a 13,7 volte l’ebitda degli ultimi dodici mesi, «rappresenta un’interessante opportunità di allocazione del capitale. L’operazione aumenta la partecipazione del gruppo nella sua attività con la crescita più rapida e la maggiore redditività, preservando al contempo una solida posizione di cassa netta».
