Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato di aver intercettato e distrutto un drone statunitense MQ-9 sullo Stretto di Hormuz nelle prime ore di martedì. Lo riporta l’emittente statale iraniana Irib. Secondo il comunicato ad abbattere il drone è stato un sistema di difesa aerea avanzato, gestito dalle forze aerospaziali dei pasdaran e integrato nella rete di difesa aerea iraniana.
Teheran dunque non retrocede né con i fatti né a parole. «Gli Stati Uniti, Israele e tutti coloro che sostengono il loro terrorismo di Stato si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze di qualsiasi ulteriore aggressione, compreso il rischio di un’escalation imprevedibile e incontrollabile delle tensioni» ha dichiarato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Gholamhossein Darzi, in una lettera al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e al Consiglio di Sicurezza.
Secondo l’agenzia di stampa Irna, nella sua lettera Darzi ha esortato l’Onu a condannare le minacce «incessanti» di Stati Uniti e Israele riguardo a nuovi attacchi, compresi quelli con la ’madre di tutte le bombe’ e a convocare una riunione d’emergenza per valutare la situazione. Nel frattempo, il consigliere per la sicurezza delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammadreza Naghdi, ha affermato che «se gli Stati Uniti lanciano un attacco di terra, molte delle loro truppe saranno catturate dall’Iran, e allora gli Usa saranno costretti ad alzare bandiera bianca».
Intanto il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha incontrato in queste ore in Israele il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo hanno riferito ad Axios due fonti informate. La visita a sorpresa avviene a otto giorni dalle elezioni in Israele, a 14 giorni dalle elezioni americane di midterm e nel contesto di discussioni tra Stati Uniti e Israele sulla possibilità di riprendere operazioni di combattimento su larga scala contro l’Iran.
