(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La tecnologia torna a dettare il passo sulle Borse europee, che beneficiano della ritrovata spinta del comparto, protagonista anche a Piazza Affari. Intanto, a Wall Street, i riflettori si accendono su SpaceX, che prende quota tra conti record e una fusione con Tesla ipotizzata dallo stesso Elon Musk. Così Milano chiude a +1,17%, di nuovo poco distante dai 50mila punti. Positive anche Parigi (+1%) – trainata anche dall’exploit di Essilux all’indomani dei conti – e Francoforte (+1,3%). Più defilata Londra (+0,2%), con l’inflazione che a settembre è salita al 3,5% annuale. Sull’obbligazionario, invece, si guarda alla corsa dei rendimenti dei titoli di Stato, con il Btp decennale al 4,57% e l’OaT francese di pari scadenza al 5% per la prima volta da maggio 2002. Si allarga anche lo spread tra OaT e Bund a circa 158 punti, sui massimi dal 2001 dopo che già ieri aveva superato in chiusura la soglia dei 150 punti base. L’allargamento riflette la crescente sfiducia dei mercati sulla situazione politica e di bilancio della Francia. Questo anche se «i disordini in Francia non dovrebbero distogliere l’attenzione dalla solidità degli utili in Europa», secondo Mark Haefele, di Ubs Gwm.
In rialzo Wall Street con le trimestrali, faro su SpaceX
Viaggiano in positivo gli indici a Wall Street, le cui ultime trimestrali contribuiscono anche alla fiducia in Europa. Complici in particolare i risultati di SpaceX (Space Exploration Technologies), che ha annunciato una crescita del fatturato del 161% nel terzo trimestre, superando le stime di Wall Street, con il suo business dell’intelligenza artificiale in crescita di nove volte e l’ipotesi di fusione con Tesla, da cui si attendono in serata i conti, insieme a quelli di Meta. All’inizio del mese, l’azienda di Mark Zuckerberg ha lanciato il suo ultimo modello di AI, Muse Wonder, disponibile solo per gli utenti a pagamento. Più debole l’andamento di Netflix, sempre dopo una trimestrale in cui le previsioni pubblicitarie per il 2026 sono scese a 2,7 miliardi di dollari.
A Milano tech in ripresa
Anche Piazza Affari, come dicevamo, hanno ritrovato la via dei rialzi i titoli tech, con Technoprobe (+2,8%) tra i migliori del listino principale insieme a Prysmian (+3,9%) e St (+2,5%), che la settimana prossima è chiamata alla prova dei conti. Acquisti anche sui finanziari, tra cui spiccano Bpm (+3,1%) e Fineco (+2,5%), e sui petroliferi con Eni (+1,5%), Tenaris (+1,2%) e Saipem (+1,8%) sostenuti dal prezzo del petrolio che rimane elevato. In coda, scivolano Leonardo (-2%) e Inwit (-1,9%), dopo il rigetto del Tribunale di Milano della richiesta di sospensiva cautelare sulla disdetta di Tim per gli accordi dell’Msa. Fuori dal paniere principale, su Ferragamo (-8,2%) pesano non tanto i conti dei primi nove mesi in linea con le attese, quanto un terzo trimestre dalle vendite in calo. Al contrario, una trimestrale in rialzo ha spinto EssilorLuxottica (+16%), che svetta a Parigi dopo un terzo trimestre con ricavi in crescita del 9% a 7,49 miliardi.
Petrolio volatile con occhi sul Medio Oriente
Continuano a preoccupare anche le tensioni in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio altalenante dopo i rialzi seguiti ai nuovi attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz. Al momento il Brent tratta sui 108 dollari al barile, mentre il Wti si allontana dai 100 dollari a quota 97 dollari. In questo senso, importanti saranno i dati americani sulle scorte e sulla produzione di greggio del pomeriggio. Intanto, i prezzi del gas naturale hanno ripreso la corsa a 87 euro al megawattora.
Spread sale 115 punti, euro a 1,12 dollari
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e bund. Il differenziale di rendimento tra il titolo italiano decennale benchmark, scadenza 1 luglio 2036, e il pari scadenza tedesco si è attestato a 115 punti base, in crescita rispetto ai 112 della chiusura di ieri. In rialzo anche il rendimento del decennale italiano che ha segnato un’ultima posizione al 4,57%, contro il 4,51% della vigilia. Sul valutario, euro poco mosso a 1,1225 dollari (da 1,1233 dollari di ieri in chiusura) e vale 177,4 yen (177,65). Il cross tra il biglietto verde e la divisa nipponica si attesta a 158 (158,17).
