Borse, torna il profondo rosso con vendite sul tech e super greggio

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Tornano a perdere quota le Borse europee, dopo i conti in chiaroscuro delle prime big tech americane che non convincono. Il mercato nella notte è tornato a vendere i titoli del settore dopo i rialzi della vigilia. Non aiuta neanche il petrolio, con il Brent che torna sopra i 111 dollari al barile e il Wti che tratta appena sotto i 100, mentre la tensione in Medio Oriente non accenna a diminuire. L’esercito Usa starebbe preparando una serie di opzioni per colpire l’Iran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Rimane alta la tensione anche sull’obbligazionario, in particolare in Francia, dove il rendimento sull’Oat decennale rimane dalla vigilia intorno al 5% per la prima volta dal 2002, tra i timori per le proteste, che accomunano ormai vari Paesi europei, e il dossier del bilancio. Così a Milano il FTSE MIB viaggia in calo, insieme a Parigi (CAC 40) e Francoforte (DAX 40).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Ritornando alle big tech, se i numeri di Meta (che ha aumentato capex e guidance, puntando più sull’AI) hanno convinto il mercato, quelli di Tesla no: il titolo ha perso anche oltre il 4% nell’after hours. «Non è un caso la presentazione spettacolare della Roadster, oppure l’annuncio flash della trimestrale di SpaceX (inizialmente prevista per il 3 novembre) dove si è parlato della fusione tra SpaceX e Tesla, vero e unico motore per far riprendere Tesla, un’azienda che presenta dei numeri completamente difformi dai fondamentali quali il rapporto prezzo/utili ancora sopra i 300», sostiene David Pascucci di Xtb. Per i numeri delle altre big tech dovremo aspettare la prossima settimana, mentre prosegue la stagione delle trimestrali con una pioggia di risultati, tra cui quelli di Procter & Gamble, Lockheed Martin, Spotify, Comcast e Barclays.

A Milano i conti spingono Moncler, in coda il tech

A Piazza Affari pesano nuovamente le vendite sui tech dopo i rialzi della vigilia, a partire da Technoprobe, Prysmian e Stmicroelectronics. In calo anche Stellantis, che a settembre ha registrato un +4,5% per le immatricolazioni in Europa, a fronte del +10% del mercato. Deboli anche i bancari e i petroliferi, tra cui Eni, nonostante i nuovi rialzi del greggio, mentre sulle società energetiche si discute dell’ipotesi, riportata da Il Sole 24 Ore, di una stretta sull’Irap in Manovra. Positive anche Telecom Italia e Moncler, che beneficia di conti in rialzo e di una buona performance sui mercati asiatici.

Torna a correre il petrolio, yen in rafforzamento

Corre di nuovo il petrolio, come dicevamo, mentre secondo i media l’esercito americano si starebbe preparando a un’offensiva sull’Iran. Questo nonostante le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui Washington non attaccherà Teheran prima delle elezioni di metà mandato del prossimo 3 novembre. Secondo il Wsj, due gruppi d’attacco di portaerei si trovano in Medio Oriente, mentre un terzo è in viaggio verso l’area dal Pacifico.

Guardando poi alle altre materie prime, rimane elevato il prezzo del gas naturale: il Ttf di Amsterdam segna infatti un rialzo a oltre 88 euro al megawattora, sempre intorno ai massimi dal 2022. Questo mentre Mosca, già dagli scorsi giorni, ha aperto alla trattativa a tre con Cina e Russia sulla guerra in Ucraina. Sul valutario, euro a 1,124 dollari (da 1,1232 di ieri in chiusura). Si rafforza invece lo yen sulla moneta unica a quota 176,6 (da 177,5) e sul dollaro a 157,1 (da 158).

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