Acquisti sulle auto con l’intesa Ue-Cina sui limiti all’export delle ibride

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Seduta positiva per il settore auto europeo dall’accordo Ue-Cina per limitare le importazioni di auto ibride cinesi nel Vecchio Continente. Stellantis in luce a Piazza Affari e a Parigi, dove si contende il podio con Renault. A Francoforte, più caute Volkswagen, Bmw e Mercedes Benz.

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L’intesa – siglata a Pechino dal Commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic e dal ministro del Commercio cinese Wang Wentao – prevederebbe, secondo indiscrezioni, un tetto annuale di 350.000 veicoli ibridi cinesi importati nel Vecchio Continente, a partire dal 2027, a fronte di esportazioni cinesi previste in crescita fino a circa 800.000 unità nel 2026. «La notizia è positiva per le case automobilistiche europee nel loro complesso», sostengono gli analisti di Banca Akros, spiegando che «l’accordo limiterebbe significativamente le importazioni di auto ibride cinesi, riducendo la pressione competitiva sui marchi europei».

Inoltre, osservano gli esperti, «la Cina ha accettato le restrizioni e non dovrebbe adottare misure di ritorsione contro le importazioni dall’Ue, limitando così il rischio di un’escalation commerciale più ampia». Anche Stellantis in questo contesto è «relativamente ben posizionata rispetto ai concorrenti, poiché i veicoli Leapmotor prodotti localmente dovrebbero essere esclusi dalle restrizioni proposte». Akros conferma raccomandazione Neutral sul titolo Stellantis e prezzo obiettivo di 4,50 euro.

Nel lungo termine, secondo gli analisti di Bernstein, l’impatto dovrebbe essere «sostanzialmente neutro», poiché le principali case automobilistiche cinesi stanno già localizzando la produzione in Europa, con BYD pronta ad avviare la produzione in Ungheria entro la fine del 2026. Leapmotor – giovane costruttore cinese specializzato in veicoli elettrici – invece sta sfruttando la rete produttiva di Stellantis in Spagna, mentre Geely punta ad avviare la produzione nello stabilimento Ford in Spagna a partire dal 2028, aggiunge Bernstein.

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