Afd sfonda la soglia del 40% nei sondaggi in Sassonia-Anhalt

Alternative für Deutschland non si ferma più: se a livello nazionale primeggia al 27% delle intenzioni di voto, con ampio margine sull’Unione dei conservatori (Cdu-Csu), in Sassonia-Anhalt ha sfondato la soglia del 40% e si prepara a trionfare nelle regionali di autunno.

Verso il voto

Certo, il 6 settembre, data delle elezioni, è lontano. La Sassonia-Anhalt, poi, ha meno di 2,2 milioni di abitanti ed è solo uno dei 16 Länder tedeschi; per di più uno dei cinque che componevano la Germania Est, dove la forza di Afd non è una novità. Tuttavia, quattro mesi non sembrano abbastanza a permettere recuperi significativi ai partiti rivali, men che meno a quelli che sostengono l’Esecutivo a Berlino, Cdu-Csu e socialdemocratici (Spd), in piena crisi di consensi.

Se poi le urne confermassero l’indebolimento degli inseguitori, la ripartizione dei seggi potrebbe consegnare ad Afd la maggioranza assoluta nel parlamentino e il Governo di un Land, nel quale, tra l’altro, la compagine regionale è stata classificata «estremista di destra» dall’Ufficio per la tutela della Costituzione. Per la prima volta, una forza politica, che cammina sul filo della messa al bando, entrerebbe in una stanza dei bottoni, saltando il muro tagliafuoco che l’ha finora esclusa. Un terremoto.

Ecco allora che il 41% nel sondaggio Infratest dimap, pubblicato il 7 maggio, anche se relativo alle intenzioni di voto in un singolo Land, basta e avanza a far salire il livello di fibrillazione nelle stanze già inquiete della politica berlinese e indebolisce ancora di più il cancelliere Friedrich Merz: il suo partito, l’Unione, è sceso al 24-22%, ma secondo una rilevazione condotta da Forsa per RTL/ntv, a un anno dall’insediamento, i consensi per il Governo sono appena all’11%, mentre l’87% degli intervistati lo bocciano.

I guai di Merz

Molto viene rimproverato a Merz, anche dalle fila del proprio partito, innervosito dall’emorragia di consensi, che rende sempre meno digeribile lo stile brusco del Kanzler e la difficile convivenza con la Spd, alla quale imputa la responsabilità della scarsa incisività nell’azione di Governo.

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