Airbnb entra nel capitale della start up dei viaggi di comunità WeRoad

Una big tech statunitense investe nell’innovazione made in Italy. Quella fondata sulla tecnologia, ma soprattutto sulla creatività, che ha dato vita a un’idea pionieristica: trasformare il viaggio in solitaria in un’esperienza di community.

Il gigante globale degli affitti brevi Airbnb ha infatti partecipato nelle vesti di capofila a un round di finanziamento di Serie C da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, la ormai ex start up fondata da Paolo De Nadai nel 2017 e portata al successo (dalla fondazione hanno viaggiato con WeRoad 300mila persone) tramite un modello fondato sui viaggi per piccoli gruppi di persone affini per età e interessi.

Uno schema abilitato dalle nuove tecnologie e dai social, ma il cui punto di forza è stato quello di riportare le persone a condividere esperienze insieme, fuori dallo schermo. Nel 2025 Weroad ha generato ricavi per 130 milioni di euro (+30% rispetto all’esercizio precedente) e nel 2026 è stata inserita dal Financial Times tra le aziende europee a più rapida crescita.

Tramite l’investimento, Airbnb entrerà nel capitale della società italiana con una quota di poco più del 10%, andando ad affiancarsi agli investitori esistenti, tra cui la H14 della famiglia Berlusconi, (lead investor del round di serie B) e alcuni tra i principali tech founder e imprenditori italiani, che hanno seguito il round pro-quota. Con l’ultima operazione, il totale dei fondi raccolti dall’azienda è salito a circa 100 milioni di dollari.

La nuova tornata di finanziamenti sarà destinata all’espansione di WeRoad fuori dall’Europa, portando il suo modello di community travel nel mercato statunitense. Al centro dello sbarco negli Stati Uniti ci saranno gli eventi di WeMeet, una piattaforma lanciata nel 2025 per esperienze offline, come escursioni, aperitivi, cene, eventi sportivi, sessioni di yoga, aperte a tutti e non solo a chi ha già viaggiato con WeRoad.

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