Airbus, il più grande produttore di aerei al mondo, ha registrato un forte calo dell’utile operativo rettificato nel primo trimestre, ben al di sotto delle aspettative del mercato, a causa del minor numero di velivoli consegnati e dell’indebolimento del dollaro statunitense. L’utile operativo rettificato è diminuito del 52% a 300 milioni di euro da 624 milioni del primo trimestre 2025, mentre il fatturato è calato del 7% a 12,65 miliardi di euro nei tre mesi fino al 31 marzo da 13,5 miliardi di euro. Gli analisti avevano previsto in media un utile operativo rettificato di 348 milioni di euro su un fatturato di 12,39 miliardi di euro.
Il costruttore aeronautico europeo sta correndo contro il tempo per consegnare gli 870 velivoli previsti per il 2026, dopo aver registrato un calo del 16% su base annua nelle consegne di jet nel primo trimestre a 114 aerei rispetto ai 136 del primo trimestre del 2025. Il gruppo ha lasciato invariate le previsioni per l’intero anno, confermando un obiettivo di produzione compreso tra 70 e 75 velivoli della famiglia A320 al mese entro la fine del 2027, un obiettivo ridimensionato a febbraio rispetto alla precedente ambizione di raggiungere i 75 al mese entro l’inizio dello stesso anno.
«Il contesto operativo rimane dinamico e complesso», ha dichiarato il ceo Guillaume Faury nel comunicato. «Stiamo monitorando attentamente il potenziale impatto della situazione in rapida evoluzione in Medio Oriente».
Nel primo trimestre sono stati consegnati 19 A220, 81 della famiglia A320, 3 A330 e 11 A350. I ricavi generati dalle attività di Airbus nel settore degli aeromobili commerciali sono diminuiti dell’11%, raggiungendo gli 8,4 miliardi di euro, principalmente a causa del calo delle consegne e del deprezzamento del dollaro USA. I ricavi di Airbus Defence and Space sono aumentati del 7% su base annua, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro, principalmente grazie ai maggiori volumi nel settore Air Power.
