Boeing, la svolta resta ancora lontana: ritardi e produzione sotto pressione

Il vertice tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente americano Donald Trump, previsto per giovedì 24 settembre a Washington, avrà tra i temi sul tavolo anche il dossier Boeing. Gli ordini cinesi per il costruttore americano restano fermi ai 200 «grandi» aerei annunciati dallo stesso Trump durante la sua ultima visita in Cina, lo scorso maggio. L’intesa si era rivelata fin da subito meno ampia rispetto alle aspettative della vigilia. E dal nuovo incontro tra i due leader, almeno per ora, non sembrano emergere i presupposti per una maxi-commessa. Più probabile, secondo le indicazioni del management di Boeing, un incremento degli ordini.

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Alla luce della precedente esperienza, il ceo di Boeing, Kelly Ortberg ha mantenuto un atteggiamento prudente nel corso di un incontro con gli analisti la scorsa settimana. Il ritorno a una posizione più solida nel mercato cinese resta comunque un obiettivo strategico per il gruppo americano, che punta a recuperare terreno nel secondo mercato mondiale dell’aviazione commerciale.

Il dossier cinese si inserisce in un quadro più ampio nel quale il processo di risanamento di Boeing non è ancora arrivato al traguardo. Dopo i progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte della stabilizzazione del gruppo, le prospettive per i prossimi mesi restano condizionate da una produzione ancora lenta e da nuovi ritardi industriali, a partire dal programma 777X. Boeing conferma l’obiettivo di avviare le prime consegne del 777X nel 2027, ma alcune attività di collaudo potrebbero protrarsi oltre la fine dell’anno. Il nodo riguarda in particolare la certificazione di alcuni componenti del motore GE9X, prodotto da GE Aerospace. Secondo Ortberg, la questione potrebbe creare «qualche difficoltà» da qui alla fine dell’anno e comportare uno slittamento di parte dei test nel 2027.

Per Boeing si tratta di un ulteriore ostacolo su un programma che ha già accumulato anni di ritardi. Il 777X, il nuovo wide-body destinato al mercato del lungo raggio, ha accumulato circa sette anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia originaria: l’entrata in servizio, inizialmente prevista per il 2020, è ora attesa nel 2027. Il protrarsi dei tempi di sviluppo e certificazione offre ad Airbus un’ulteriore opportunità per rafforzare la propria posizione nel mercato degli aerei a lungo raggio, uno dei segmenti più redditizi dell’aviazione commerciale.

A pesare sul quadro di Boeing sono anche i programmi 737 e 787, le cui consegne procedono a un ritmo inferiore alle attese. La produzione del 737 Max sta richiedendo più tempo del previsto per stabilizzarsi al ritmo di 47 aerei al mese. Tra i problemi indicati dalla società figura anche la produzione interna delle ali. L’obiettivo di lungo periodo rimane comunque quello di aumentare progressivamente la cadenza fino a 63 737 al mese.A maggio la Federal Aviation Administration aveva autorizzato Boeing ad aumentare la produzione fino a 47 unità mensili. Il processo di incremento della produzione resta tuttavia graduale, mentre il ritmo delle consegne continua a rappresentare un elemento determinante per la generazione di cassa del gruppo.

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