Borsa, Europa verso apertura debole. Greggio in rialzo

Le Borse europee si preparano ad aprire in calo, intimorite dalla situazione in Medio Oriente, dove un accordo tra Usa e Iran sembra meno imminente, dopo che Teheran ha rimandato al mittente la proposta di Washington e posto sul piano cinque punti. Il Wall Street Journal sostiene che il presidente americano, Donald Trump, ha detto ai propri collaboratori di volere una fine rapida della guerra, ma ieri, intanto, la portavoce del presidente, ha anche detto che il tycoon è pronto «a scatenare l’inferno» se l’Iran non tratterà. Intanto vanno avanti gli attacchi missilistici incrociati e gli operatori trattengono il respiro nell’attesa di notizie dallo stretto di Hormuz.

Il future sul Ftse Mib cede lo 0,65% così come quello sull’Eurostoxx. Il valore del greggio è tornato a salire: il wti si attesta a 92,34 dollari al barile (+2,1%) e il Brent del Mare del Nord a 104,29 dollari (+2%).

Sono deboli le Borse asiatiche (-0,27% Tokyo) e i futures americani, per ora non molto rilevanti, cedono tutti attorno allo 0,3%, dopo i rialzi della vigilia. Sul fronte macro è emerso che la fiducia dei consumatori tedeschi si è deteriorata (l’indice di aprile è sceso a -28 da -24,8). Nel pomeriggio negli States saranno diffuse le richieste di sussidio alla disoccupazione.

A Milano i riflettori sono puntati su Mps, dopo che il cda della banca ha deciso di revocare le revoche all’ad, Luigi Lovaglio, e di sospendere anche i suoi poteri come direttore generale. Potrebbe di nuovo essere nella bufera Inwit, con Fastweb e Vodafone che si preparano allo scontro legale e anche Tim che valuta se stracciare il contratto con la società delle torri. Occhi su Nexi dopo il cambio al vertice.

Sul valutario, l’euro vale 1,156 dollari (1,157 ieri) e 184,26 yen (184,2), mentre il dollaro/yen si attesta a 159,4 (159,2). Il Bitcoin scende a 70.038 dollari (-1,1%). L’oro spot cede l’1,6%, portandosi a 4446.175 dollari l’oncia. Giù anche l’argento a 69,5 dollari l’oncia (-2,3%).

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