Borsa, Europa verso avvio in ribasso con le incertezze sulla guerra. Brent a 103 $

Volatilità in aumento e sentiment negativo sui mercati azionari europei, con lo stallo tra Stati Uniti e Iran, in attesa della possibile ripresa dei colloqui e con le tensioni nello Stretto di Hormuz che hanno riportato a salire i prezzi del petrolio, sia nei contratti spot sia nei future. Il Brent si conferma sopra i 100 dollari al barile (+1,15% il future giugno a 102,99, per il Wti +1,3% a 94,16).

E se Wall Street ha macinato nuovi record, l’Asia è in rosso scendendo dai massimi e le prime indicazioni dall’Europa sono all’insegna della debolezza: i contratti sull’EuroStoxx50 sono in calo dello 0,7%, quelli sul Ftse Mib dello 0,45%. Negli Usa prosegue la stagione delle trimestrali, dopo i numeri di Tesla che mostrano un trimestre migliore rispetto a quello pesante dello scorso anno e segnali di ripresa dopo un 2025 difficile, con un cash flow in deciso miglioramento. L’aumento degli investimenti in AI, però, preoccupa gli investitori e nell’after hours il titolo ha prima preso con decisione la via del rialzo per poi scendere di oltre due punti percentuali. Oggi sarà la volta dei conti di Intel. Sul fronte macro, da seguire gli indicatori Pmi sui settori servizi e manifatturiero sia in Europa che negli Stati Uniti: sono i dati di aprile quindi leggeranno gli effetti della guerra. Negli Usa arriveranno anche i sussidi alla disoccupazione.

Sul fronte azionario, ha pubblicato i risultati St: il trimestre si è chiuso con un utile in calo del 33,7% e inferiore alle attese, mentre i ricavi hanno superato le stime. Superiore al consensus l’outlook del secondo trimestre, con i ricavi da datacenter nel 2026 stimati sopra i 500 mln di dollari, sopra 1 mld nel 2027. Da seguire il comparto auto, con le immatricolazioni in Europa aumentate dell’11,1% a marzo e del 4,1% nel primo trimestre. Per Stellantis rialzo inferiore al mercato a marzo (+6%) ma il bilancio trimestrale è di +7,1%. In calendario, poi, numerose assemblee societarie, tra cui quella di Generali, Amplifon, Bper Banca, Ferragamo e Cucinelli. Sul valutario, intanto, euro/dollaro poco mosso a 1,17. Ripiega l’oro (-0,6%) ma resta sopra i 4.700 dollari l’oncia.

Mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico generalmente in leggero calo in attesa di sviluppi dalla crisi del Golfo persico. La Borsa di Tokyo in chiusura scende di circa mezzo punto percentuale, dopo avere aggiornato il record con l’indice di riferimento Nikkei che per la prima volta ha superato quota 60.000, in una seduta all’insegna della volatilità con Hong Kong in calo dello 0,8%. Sullo stesso piano i listini cinesi, mentre Seul sale dello 0,7% grazie anche a buoni risultati di gruppi tecnologici nel settore dell’Intelligenza artificiale. In ribasso finale dello 0,5% Sidney.

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