(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Proseguono in calo i principali listini europei dopo il “Black Monday” della vigilia, stretti tra la stagione delle trimestrali entrata nel vivo e un contesto di tensioni alimentato dalle proteste in diversi Paesi europei. Milano accusa i cali più marcati e aggiorna i minimi da fine maggio, male anche il Dax di Francoforte e il il Cac di Parigi, nel giorno in cui il Parlamento voterà sulla prima parte della legge di bilancio. Una performance che ricalca la seduta in Asia, con cali generalizzati e con il Nikkei che ha chiuso in flessione dell’1,3%.
A livello macro attenzione ai dati sul tasso di disoccupazione in Gran Bretagna mentre sul fronte dei dati trimestrali, saranno da seguire i conti Netflix, General Electric, General Motors e 3M. Mercoledì toccherà ai colossi Ibm, Meta e Tesla. Il tutto mentre i titoli tecnologici sono tornati sotto pressione, con il sentiment nei confronti degli investimenti legati all’intelligenza artificiale che è si conferma instabile in vista proprio dei risultati trimestrali di importanti società che metteranno alla prova la solidità dei rialzi registrati dai titoli dei produttori di chip.
Brent torna a superare i 110 dollari al barile
Intanto sul fronte energetico torna a salire il prezzo del petrolio con il Brent che sfonda quota 110 dollari al barile (110,61 dollari), in rialzo dello 0,96%, mentre il Wti a 98,71 dollari (+0,22%). In salita anche il gas ad Amsterdam che viaggia a 88,42 euro al Megawattora (+0,43%).
Sul valutario, l’euro si rafforza leggermente sul dollaro a 1,1230 (1,1217 in chiusura ieri); l’euro/yen vale 177,55 (177,7) mentre il dollaro/yen 158,09 (158,41).
Borse asiatiche in rosso, Nikkei cede l’1,3%. Tonfo del Kospi
Calo generalizzato per i mercati azionari asiatici, mentre i prezzi del petrolio sono saliti considerando i rischi geopolitici che hanno scosso il sentiment in vista dei risultati chiave delle aziende leader nel settore dell’intelligenza artificiale. In chiusura a Tokio il Nikkei cede l’1,3%. Male anche Shanghai, Shenzen (-0,81%) e l’Hang Seng di Honk Kong. Tonfo del Kospi che sta perdendo il 4,84%
