(Il Sole 24 Ore Radiocor) Borse europee ancora in calo, con gli investitori che temono le conseguenze della guerra in Iran arrivata al quattordicesimo giorno. Del resto per adesso non si scorgono soluzioni all’orizzonte, anche se il New York Times auspica che Trump faccia di nuovo il ‘Taco’, ossia ingranerà la retromarcia per uscire da un conflitto che sta destando non poche preoccupazioni negli States, con il prezzo della benzina che sta salendo alle stelle (ha superato i 3,5 dollari al gallone, massimo che non si vedeva dal maggio 2024). Ma ieri la nuova guida suprema, Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso ufficiale, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Il presidente americano, Donald Trump, ha subito ribattuto che non permetterà mai che «l’impero del male, l’Iran, abbia armi nucleari e distrugga il Medio Oriente e il mondo». Per altro ha ricordato che gli States sono il maggior produttore al mondo di petrolio e dunque se il prezzo sale «facciamo un sacco di soldi». Intanto, però, il segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha annunciato che «il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta fornendo un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare». Così il greggio è in rialzo, ma contenuto: il future di aprile del Wti sale dello 0,84% a 96,53 dollari al barile mentre il contratto per maggio del Brent guadagna l’1,1% a 101,57 dollari. Sempre in tema di costi dell’energia, ad Amsterdam il prezzo del gas naturale segna infine +1,4% a 51,6 euro al megawattora. Nelle prima battute il Ftse Mib cede circa l’1%, mentre lo spread si attesta sopra gli 82 punti, nel giorno in cui Fitch darà la pagella sul debito pubblico italiano.
A Piazza Affari salgono Eni e Saipem
A Piazza Affari, tra i titoli a maggiore capitalizzazione, vantano un robusto rialzo, superiore all’1%, solamente Eni e Saipem, beneficiando ovviamente dell’andamento del greggio, con le principali case d’affari che stanno rivedendo al rialzo le previsioni del valore dell’oro nero.
Sono sopra la parità anche Nexi e Inwit. Leonardo – Finmeccanica dopo il rialzo della vigilia, innescato dalla presentazione del piano industriale e dall’annuncio dei conti del 2025, difende le posizioni. Le vendite affossano soprattutto Prysmian e Telecom Italia . Vanno male le banche, con Mediobanca e Banca Mps giù di oltre il 2%.
Giornata ricca di dati macro
La giornata è ricca di dati macro, sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel Vecchio Continente è attesa soprattutto la produzione industriale europea di gennaio. In serata inoltre Fitch esprimerà i propri giudizi su Italia e Spagna, mentre Moody’s valuterà il debito pubblico della Germania e della Grecia. Sulla Spagna si esprimerà anche S&P. Negli States nel pomeriggio sarà annunciata la seconda lettura del pil del quarto trimestre 2025, oltre che l’andamento di redditi e spese per consumi a gennaio. E’ probabile però che tali dati avranno poco impatto, dal momento che lo scenario è completamente cambiato con lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Non a caso gli investitori hanno rivisto le attese sulle mosse della Federal Reserve, iniziando a mettere in conto che un taglio dei tassi sarà probabilmente possibile solamente nel 2027 e non nel corso di questo anno. Interessante sarà la diffusione delle previsioni dei governatori americani, in calendario la prossima settimana in occasione della riunione del Fomc.
