Borse europee in rialzo, l’attenzione si sposta sulle banche centrali. Petrolio in calo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee, reduci da una seduta di rialzi innescati dalle speranze di schiarita nel conflitto in Iran, inaugurano un’altra giornata in territorio positivo, mentre l’attenzione si sposta sulle decisioni delle banche centrali (in serata la Federal Reserve, giovedì la Bce). Per quanto riguarda la Fed, ma il discorso è simile anche per l’Eurotower, il mercato prevede un nulla di fatto sui tassi, motivo per cui l’attenzione sarà rivolta a eventuali indicazioni sull’impatto del conflitto in Medio Oriente. Sul fronte macroeconomico, i riflettori sono puntati sui dati sull’inflazione nell’Eurozona e ai numeri americani su prezzi alla produzione, ordini alle fabbriche e scorte settimanali di greggio. Intanto, l’inflazione di febbraio nella zona euro è confermata all’1,9% rispetto allo stesso mese di un anno fa. La variazione su mese è del +0,6%. Per quanto riguarda l’inflazione core, secondo Eurostat, è crescita dello 0,8% su mese e del 2,4% su anno. Così si muovono in rialzo il FTSE MIB di Milano, come il CAC 40 di Parigi, il DAX 30 di Francoforte e il FT-SE 100 di Londra.

A Piazza Affari bene il lusso, vendite sulle utility

Sull’azionario milanese, bene il lusso con Moncler e Brunello Cucinelli, quest’ultima sostenuta anche dal parere positivo di analisti che vedono il perdurare dello slancio del marchio. In rialzo anche Prysmian e le banche, a partire da Mediobanca e Banco Bpm. Unicredit resta sotto i riflettori per il dossier Commerzbank , mentre gli gli analisti di Autonomous Research hanno alzato il target price a 90 euro. In coda, il calo di petrolio e gas naturale frena petroliferi (Eni ) e utility (A2a, Hera, Snam Rete Gas e Italgas).

Petrolio in discesa, si riduce premio al rischio geopolitico

Prezzi del petrolio in discesa, nonostante i ripetuti attacchi alle infrastrutture energetiche negli Emirati Arabi Uniti. Secondo gli analisti, l’aumento delle scorte americane ha contribuito a bilanciare l’aumento del premio al rischio geopolitico. Inoltre, a frenare i prezzi è il fatto che l’Iraq ha firmato un accordo per riprendere le esportazioni attraverso la Turchia, evitando così lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti hanno intensificato gli sforzi per ottenere la riapertura del passaggio, cruciale per gli scambi commerciali. Così il Brent scadenza maggio è sceso fino a un minimo di 100,35 dollari al barile e passa ora di mano a 101,68 dollari (-1,69%). I contratti scadenza maggio del Wti, che erano scesi fino a 91,45 dollari, scivolano ora del 2,9% a 92,77 dollari. In calo anche i prezzi del gas naturale scambiato ad Amsterdam (-1,7% a 50,56 euro al megawattora, dopo una prima posizione a 50,855 euro). Poco mosso l’oro, con i contratti spot e quelli future entrambi sulla parità poco sopra 5.000 dollari l’oncia. Sul valutario, l’euro resta sotto 1,16 dollari ed è scambiato a 1,1538 dollari (1,1536 alla chiusura precedente). Il cambio euro/yen è a 183,265 (da 183,38) e quello dollaro/yen a 158,816 (da 158,973).

Spread in calo a 74 punti, rendimento decennale scende al 3,63%

Spread tra BTp e Bund in calo: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 74 punti base, dai 76 punti del closing di martedì. In discesa anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha avviato la seduta al 3,63%, dal 3,66% della chiusura precedente.

Tokyo chiude in deciso rialzo (+2,87%) grazie a chip e Ai

Chiusura in netto rialzo per la Borsa di Tokyo, dopo quattro sedute consecutive in calo. L’indice Nikkei è salito del 2,87% a 55.239,40 punti, sostenuto dai titoli del settore dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, in seguito all’attenuarsi delle preoccupazioni sull’impatto economico dell’impennata dei prezzi del petrolio. L’indice allargato ampio Topix è salito del 2,49%, attestandosi a 3.717,41 punti. Positivo anche l’impatto sul mercato dei dati sulla bilancia commerciale giapponese di febbraio che, nonostante il calo del surplus, ha evidenziato un rallentamento delle esportazioni ma migliore delle attese.

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