(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Borse europee in rosso nell’ultima seduta della settimana (venerdì i mercati americani, inglesi ed europei saranno chiusi per le festività pasquali). A pesare le parole pronunciate nella notte dal presidente americano, Donald Trump, secondo cui «siamo sulla strada per completare tutti gli obiettivi militari» della guerra in Iran. Il conflitto, secondo Trump, è destinato a concludersi entro «due-tre settimane» e in questo lasso di tempo gli Usa colpiranno Teheran «con forza e lo riporteremo all’età della pietra». L’inquilino della Casa Bianca ha anche ribadito che la diplomazia è al lavoro per trovare un accordo che metta fine al conflitto nel più breve tempo possibile ma se non ci sarà un accordo «colpiremo i loro impianti energetici». Parole che di fatto vanno a minare quella fiducia che alla vigilia aveva sostenuto i listini mondiali su una fine breve del conflitto e che si riverbera immediatamente sul prezzo del petrolio che torna a salire. Torna a correre anche il prezzo del gas che ad Amsterdam che sale del 5,76% a 50,25 euro al megawattora. A livello macro focus sul bollettino della Bce in uscita in tarda mattinata mentre venerdì sarà la volta dei dati sul lavoro (Variazione occupati non agricoli) e sui salari americani.
Nuova fiammata del petrolio, giù i metalli preziosi
Torna a salire il prezzo del petrolio dopo le parole del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump: il Brent viaggia il rialzo del 6% a 107,23 dollari al barile mentre il Wti si attesta a 105,21 dollari (+5,08%). Il tutto mentre la guerra mantiene chiuso lo Stretto di Hormuz — un passaggio chiave per le spedizioni energetiche dal Medio Oriente — restringendo l’offerta. Il passaggio si riaprirebbe “naturalmente” una volta cessate le ostilità, ha detto il presidente statunitense, senza fornire dettagli né una tempistica chiara. Inoltre, Trump ha detto:”«I Paesi che ricevono petrolio attraverso Hormuz lo occupino». In questo contesto si registrano vendite sui metalli preziosi con l’oro spot che cede il 3,4% a 4.600 dollari l’oncia mentre il contratto future lascia sul terreno il 3,8% a 4.626 dollari. L’argento si attesta a 70,76 dollari (-5,7%), il palladio a 1.443 dollari (-2,13%%) e il platino a 1.898 dollari (-3,16%).
Vendite sul Bitcoin, cala a 66.500 dollari
Vendite sul Bitcoin in scia alle perdite generalizzate delle criptovalute e degli asset rischiosi dopo in discorso di Donald Trump che prefigura un’escalation delle azioni militari contro l’Iran nelle prossime settimane. La più grande criptovaluta al mondo perde il 2,9% a 66.400 dollari. Sul valutario, recupera terreno il biglietto verde: l’euro/dollaro si attesta a 1,1520 (1,1608 in chiusura di mercoledì), l’euro/yen a 183,54 (184,1) e il dollaro/yen a 159,33 (158,6). Sul fronte delle materie prime, vendite sull’oro con il contratto spot che cede il 3,53% a4.590 dollari l’oncia e il contratto future a 4.613 dollari (-4,11%).
Spread sale a 90 punti dopo Trump, rendimento decennale al 3,93%
In netto rialzo lo spread tra BTp e BUnd e per i rendimenti della curva euro dopo l’atteso discorso del Presidente Usa, Donald Trump, da cui non sono uscite indicazioni chiare su tempi e modalità della conclusione della guerra in Iran. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 90 punti base, quattro in più rispetto agli 86 punti del closing precedente. In netto aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato una prima posizione al 3,93% dal 3,85% della chiusura di mercoledì.
Asia in calo dopo le parole di Trump, Tokyo -2,4%
Chiusura in netto calo per la Borsa di Tokyo che ha accusato pesantemente le parole del presidente Usa Donald Trump, da cui non è uscita una chiara indicazione su tempi e modalità della conclusione del conflitto in Medio Oriente. A fine seduta l’Indice Nikkei ha accusato una flessione del 2,40%, chiudendo a 52.449 punti. Male anche il più ampio Indice Topix che ha segnato un’ultima posizione a 3.608,55 punti, con un ribasso dell’1,70% rispetto al riferimento precedente. Shanghai si mostra in ribasso dello 0,87%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong cede l’1,44%, ma è Seoul a far registrare le maggiori perdite con il Kospi che lascia sul terreno il 4,93%.
