Borse Ue in rosso, petrolio sopra i 100 dollari. Piazza Affari giù con banche e Stellantis

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – I timori sulla tenuta della tregue in Iran, che secondo il presidente americano, Donald Trump, «ha solo l’1% di possibilità» di reggere, piegano le Borse europee, negative nel giorno in cui il mercato attende i dati sull’inflazione statunitense di aprile. Una lettura che fornirà alla Federal Reserve la misura della reazione dei prezzi al consumo di fronte all’interruzione delle catene di fornitura provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. In tema Fed, intanto, ieri Kevin Warsh ha superato un primo voto al Senato verso la conferma della nomina alla guida della banca centrale, in vista del termine del mandato del presidente uscente Jerome Powell venerdì. Attesa, infine, per il viaggio di Trump in Cina, che gli operatori sperano possa fornire una sponda per la soluzione della crisi in Medio Oriente.

Il FTSE MIB di Piazza Affari perde così quota insieme a tutti gli altri principali indici continentali. Tra le blue chip milanesi sono in rosso i titoli delle banche, a partire da Banca Monte Paschi Siena nel giorno della pubblicazione della trimestrale. Male anche Stellantis , mentre tiene invece il settore oil, grazie al nuovo rincaro del petrolio: sono sopra la parità Tenaris , Eni e Saipem.

Spread a 77 punti, sale rendimento BTp

Sull’obbligazionario è in rialzo lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta infatti a 77 punti dai 74 punti base della vigilia. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che apre la seduta al 3,86% dal 3,78% del riferimento precedente.

Il dollaro si rafforza, sale il petrolio

Sul mercato valutario, l’euro scambia a 1,1756 dollari (da 1,1783 di ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 184,9 yen (da 185), mentre il rapporto dollaro/yen è a 157,3 (da 157).

Sul fronte dell’energia, i rischi di ripresa della guerra in Iran tornano come detto a spingere al rialzo il prezzo del petrolio: il Brent per luglio sale del 2,17% a 106,47 dollari al barile, mentre il Wti per giugno guadagna il 2,64% a 100,66 dollari.

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