(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La discesa dei rendimenti dei titoli di Stato e del prezzo del petrolio sostiene i listini azionari europei, che cercano di recuperare terreno dopo la debolezza della scorsa settimana e aspettano le decisioni delle banche centrali. Resta sotto pressione il settore tecnologico, mentre gli investitori attendono nei prossimi giorni la pubblicazione dei risultati trimestrali di Microsoft, Alphabet e Amazon per verificare se l’andamento dei corsi azionari riflette le prospettive di crescita del settore. Il FTSE MIB di Piazza Affari guadagna terreno in linea con gli altri principali indici continentali. Tra i principali titoli milanesi guadagnano terreno Avio , Stellantis e Ferrari . Deboli invece Recordati Ord e i titoli del petrolio.
Sul fronte macroeconomico, a tenere banco in settimana sarà la politica monetaria. Mercoledì sarà il turno della riunione della Federal Reserve, con gli operatori che, secondo le elaborazioni di Cme FedWatch, per oltre il 90% scommettono su un mantenimento dello status quo per poi passare a un rialzo di 25 punti base al prossimo meeting di dicembre. Giovedì, invece, toccherà alla Bce, con il consensus che anche in questo caso punta su un mantenimento del costo del denaro ai livelli attuali, mentre venerdì sarà il turno della BoJ.
Asset brasiliani attesi in calo dopo la vittoria di Lula
Occhi puntati sul Brasile, dove si prevede una forte discesa dei mercati a valle dell’inattesa vittoria di Inacio Lula nel ballottaggio delle elezioni presidenziali e il mancato riconoscimento dell’esito del voto da parte dello sfidante Flavio Bolsonaro. Un Etf quotato a Tokyo e collegato ad azioni brasiliane è in calo del 16%, mentre sul mercato valutario è sotto pressione il real.
Spread in lieve calo a 120 punti
Sull’obbligazionario, piccoli movimenti per i rendimenti del titoli di Stato dell’Eurozona. Il rendimento del BTp decennale, con scadenza 1 luglio 2036, arretra in misura minima al 4,56%, dal 4,57% di venerdì in chiusura, pur mantenendosi nell’area dei massimi dall’autunno 2023. Lo spread rientra a 120 punti rispetto ai 123 della chiusura di venerdì. Resta l’attenzione elevata sugli Oat francesi che tornano appena sotto il 5% nella scadenza decennale.
Euro/dollaro poco mosso, giù il petrolio
Sul valutario, l’euro vale 1,119 dollari (da 1,119 alla chiusura di venerdì) e 175,62 yen (da 175,62). Il dollaro-yen si è portato a 156,83 (da 156,83). Sul fronte energetico, il petrolio è in calo a seguito di una probabile correzione tecnica, dopo che il Brent ha chiuso la scorsa settimana al livello più alto dall’aprile di quest’anno. Così, il Brent cede l’1,47% a 115 dollari al barile e il Wti scambia a 101,3 dollari (-1,9%). Continua a correre il gas a 96,3 euro al megawattora (+2,6%).
