Da Butler a Washington, i tre (controversi) attentati contro Trump

Gli spari contro Donald Trump, a Washington durante la cena con i giornalisti del 25 aprile, rappresentano il terzo presunto attentato nei confronti del presidente degli Stati Uniti dal 2024, anno in cui si sono tenute le elezioni presidenziali che lo hanno portato al secondo mandato alla Casa Bianca.

Il caso più clamoroso è l’attentato di Butler, in Pennsylvania, datato 13 luglio 2024. Il tycoon teneva un comizio elettorale nella fiera agricola di Meridian. Alle 18:11 ora locale, mentre era sul palco, Trump venne raggiunto da un proiettile all’orecchio destro: dalla ricostruzione dei fatti il colpo sarebbe stato sparato dall’attentatore ventenne Thomas Matthew Crooks con un fucile di precisione stile AR-15 dal tetto di un edificio nelle vicinanze. Protetto da uomini del Secret Service, Trump fu scortato su un veicolo e condotto al Butler Hospital in condizioni non critiche. Le autorità federali e locali comunicarono due morti: l’attentatore e un partecipante al raduno, Corey Comperatore, pompiere volontario di Buffalo. Altri due partecipanti rimasero gravemente feriti. Proprio in questi giorni il mondo Maga americano ha messo in discussione la vicenda, sostenendo che l’attentato di Butler sarebbe stato una messinscena.

Il secondo presunto attentato nei confronti di Trump avvenne sempre in campagna elettorale. Il 16 settembre 2024 il 59enne Ryan Wesley Routh si introdusse armato di un fucile automatico AK 47 nel Golf Club del tycoon a West Palm Beach, in Florida, appostandosi tra i cespugli, e aprì il fuoco. L’attentatore fu arrestato e il 4 febbraio di quest’anno è stato condannato all’ergastolo.

E così si arriva all’attentato del 25 aprile 2026, nel momento più popolarità minima per il presidente Usa, impantanatosi nella guerra in Iran dopo la vicenda Ice e lo scandalo Epstein. All’Hilton Hotel di Washington, dove era in corso la cena con i media, è stato arrestato Cole Tomas Allen, 31 anni, di Torrance, California.

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