discorso al Congresso e tensioni con Trump

Secondo un memorandum del Pentagono, l’amministrazione Usa per irritare Londra sarebbe anche pronta a rivedere la sua neutralità sulle isole isole Falkland o Malvinas, contese tra Regno Unito e Argentina. Una voce, poi smentita dagli Usa, che ha offeso i veterani britannici della guerra del 1982 scoppiata dopo l’invasione delle isole da parte dell’Argentina. Trump aveva già causato profonda inquietudine nelle forze armate britanniche con i suoi commenti infondati su un loro ruolo “solo lontano dalla prima linea” in Afghanistan.

Re Carlo con il suo savoir faire e lunga esperienza in diplomazia dovrà quindi allentare le tensioni e ricomporre un rapporto incrinato. L’ambasciatore britannico a Washington, Christian Turner, si è detto convinto che la visita servirà a “rafforzare e rilanciare la special relationship”.

La cosa positiva è che Trump è notoriamente un grande ammiratore della famiglia reale britannica e ha definito Re Carlo “un grand’uomo”. La speranza è quindi che, onorato dalla visita, il presidente Usa non faccia dichiarazioni impreviste e poco opportune che potrebbero mettere in imbarazzo il Re. Consapevoli di quanto sia imprevedibile Trump, gli organizzatori della visita hanno accuratamente evitato incontri in diretta davanti alle telecamere che potrebbero trasformarsi in incidenti diplomatici. Ci saranno quindi solo “photo opportunity” dei vari momenti-clou della visita, come il banchetto di Stato in onore del Re.

La visita inizierà con un incontro privato e tè alla Casa Bianca tra Re Carlo III e la regina Camilla e il presidente Trump con la moglie Melania. Il Re sarà poi solo il secondo monarca britannico della storia a tenere un discorso al Congresso Usa, nel quale si prevede che ricordi la storia, i sacrifici e i valori che accomunano i due Paesi. La coppia reale proseguirà poi per New York, dove parteciperanno a una cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, per poi concludere il viaggio in Virginia.

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